di Daniele Bovi
Per almeno cinque anni il Gonfalone di San Francesco al Prato tornerà là dove è stato per molto tempo. Nelle scorse ore infatti il Comune di Perugia ha dato l’ok per l’acquisizione in comodato, dal Fondo edifici di culto dello Stato, del Gonfalone realizzato nel 1464 da Benedetto Bonfigli. Il grande dipinto – quasi tre metri per due – sarà spostato dall’Oratorio di San Bernardino per essere ricollocato nella cappella degli Oddi all’interno dell’ex chiesa di San Francesco al Prato.
Il progetto Lo spostamento rientra nel piano di valorizzazione della cappella approvato a fine 2020 e finanziato attraverso l’Art bonus. Il progetto originariamente prevedeva la ricollocazione solo di una riproduzione del dipinto, idea però bocciata dalla Soprintendenza, secondo la quale il ritorno del Gonfalone andrebbe ad «arricchire con la sua presenza uno spazio espositivo di notevole importanza». L’atto di comodato (che salvo disdette sarà rinnovato automaticamente per altri cinque anni), prevede che il Comune assuma gli oneri relativi a custodia, conservazione, assicurazione e possibili futuri restauri. Questi ultimi al momento, secondo i tecnici comunali e la restauratrice che si occupata dell’ultimo restauro, non sono necessari.
La storia L’opera, come tante altre del suo genere, era stata realizzata in uno dei momenti di recrudescenza della peste e mostra in primo piano la Madonna della Misericordia che con il suo mantello protegge Perugia; accanto a lei i patroni Ercolano, Lorenzo, Ludovico e Costanzo con Pietro Martire. Il dipinto era stato commissionato dalla confraternita che aveva la propria sede proprio all’interno di San Francesco. Dopo una serie di demolizioni e rimaneggiamenti il celebre Gonfalone fu ricollocato nella Cappella degli Oddi negli anni Venti del Novecento.
