©️Fabrizio Troccoli

«Una rinascita non solo materiale ma anche spirituale». Così Brunello Cucinelli venerdì a Perugia in occasione della cerimonia durante la quale è stato inaugurato il teatro Morlacchi, dove è terminato il secondo stralcio dei lavori. Nel 2018 il primo era stato finanziato da Cucinelli con 570 mila attraverso il meccanismo dell’Art bonus: i lavori hanno avevano riguardato il foyer (con rivisitazione delle disposizioni interne, degli arredi e delle dotazioni impiantistiche), i camerini (integralmente ristrutturati e rivisti nella distribuzione interna e dotati di nuovi servizi), i servizi igienici per il pubblico agli ordini (oggetto di completo rifacimento con revisione della distribuzione interna e aumento di numero), il pavimento dei palchi dal primo al terzo ordine (completamente sostituito) e quello laterale al palcoscenico.

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I lavori Il secondo stralcio ha riguardato lavori per un importo di 1.040.000 euro, di cui 640 mila finanziati dalla Fondazione Cucinelli e 400 mila dal Comune; tra il settembre 2019 e il febbraio 2020 sono state consolidate le pareti del palcoscenico e dell’arsenale che si affacciano su via del Verzaro e via del Cotogno, sono state inoltre sostituite le pavimentazioni in legno della platea e del palcoscenico e tutte le poltrone della platea e le sedute dei palchetti ed è stata rimessa a nuovo la facciata su piazza Morlacchi. Oltre a ciò la copertura è stata rimossa e bonificata, con sostituzione delle capriate principali e rifacimento delle orditure secondarie fino al manto di copertura.

Ultimo stralcio Nell’estate 2023 partirà il terzo e ultimo stralcio, possibile grazie al mutuo da 450 mila euro contratto dal Comune attraverso Cassa depositi e prestiti. I lavori interesseranno le parti restanti delle coperture mentre sul fronte viabilità, con altri 200 mila euro scatterà la seconda fase della riqualificazione di piazza Morlacchi. L’intervento di sistemazione e ampliamento del marciapiede si estenderà in corrispondenza del Dipartimento di lettere e della biblioteca umanistica. Di fronte alle grandi vetrate della sala di lettura sarà realizzato anche uno spazio verde, con l’obiettivo di creare un filtro visivo rispetto alla circolazione veicolare.

Rinascita Oltre a Cucinelli alla cerimonia di venerdì hanno partecipato il direttore del Teatro stabile dell’Umbria Nino Marino, il sindaco Andrea Romizi, la presidente della Regione Donatella Tesei, il rettore dell’Università Maurizio Oliviero e Lucia Steri, responsabile nazionale comunicazione Ales spa. «È stata per me una grande emozione – ha detto Cucinelli – partecipare alla riapertura del teatro; un teatro di famiglia del quale non potremmo fare a meno. La sua nobile gentilezza rende unico e universale al tempo stesso il Morlacchi, luogo di tutti, dove è possibile vedere concretamente l’arte che diviene vita, e la vita catturare oggi come sempre, da secoli, gli occhi, la fantasia, il cuore di ogni spettatore». Romizi ha parlato di interventi epocali e ha ricordato altri interventi finanziati da Cucinelli, dall’Arco etrusco alle facciate del duomo di San Lorenzo. «Questo è un giorno importante – ha detto – un giorno in cui il nostro teatro, edificato con il concorso di tante famiglie della borghesia che fortemente vollero, intorno alla fine del ‘700, uno spazio che le rappresentasse, diventato, poi, nel tempo, un luogo emblematico ed evocativo di quella che è la nostra peruginità, caratterizzata dalla tenacia, dall’ingegno, dalla capacità e dall’ambizione, risplende di nuova luce».

Oliviero e Tesei «Da un anno – ha detto poi Oliviero – il nostro ateneo è socio del Teatro stabile. Questa per noi è una occasione per dire che la cultura deve costantemente aprire collaborazioni. Tra le varie iniziative possibili grazie a tale accordo, periodicamente viene offerto ai nostri studenti il teatro a un euro. La loro risposta positiva conferma la bontà della scelta fatta». Tesei ha invece sottolineato che con il restauro viene restituito alla comunità« un magnifico bene, patrimonio perugino e umbro, che rappresenta anche un centro nevralgico della cultura regionale». «Il progetto Art bonus, che ha consentito questo come altri interventi importanti – ha concluso – è la dimostrazione della potenzialità che ha la collaborazione virtuosa pubblico-privato».

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