Dal 23 maggio al 28 settembre, la Galleria nazionale dell’Umbria ospita la mostra «Gianni Berengo Gardin fotografa lo studio di Giorgio Morandi», curata da Alessandra Mauro. L’esposizione si tiene nello spazio «Camera oscura», allestito all’interno del percorso museale e dedicato alla fotografia. In mostra 21 fotografie scattate nel 1993 da Gianni Berengo Gardin, tra i maggiori fotografi italiani del Novecento, quando fu incaricato di documentare lo studio del pittore Giorgio Morandi, poco prima del suo smantellamento per l’apertura del Museo Morandi a Palazzo d’Accursio, a Bologna.
Viaggio in una stanza Attraverso uno sguardo discreto e intenso, Berengo Gardin restituisce l’anima di uno spazio profondamente vissuto. Le immagini mostrano il letto, il cappello, il materasso che sembra ancora conservare l’impronta del corpo dell’artista. Ma soprattutto, fissano l’essenza della poetica di Morandi: i vasi, le bottiglie, le caffettiere disposte con ordine ossessivo, gli oggetti protagonisti delle sue nature morte. La mostra offre così un “viaggio in una stanza” che diventa racconto esistenziale, esplorazione silenziosa di un mondo creativo chiuso e coerente, dove ogni elemento ha un peso specifico.
Le opere Completano l’allestimento due opere provenienti dal Museo Morandi di Bologna: Natura morta (1951, olio su tela) e Natura morta con oggetti bianchi su fondo scuro (1930, incisione all’acquaforte). Un confronto diretto tra la pittura e la fotografia, tra il bianco e nero rigoroso di Berengo Gardin e i toni ovattati e raffinati di Morandi. La mostra è frutto della collaborazione tra la Galleria nazionale dell’Umbria, il Museo Morandi di Bologna, lo Studio Berengo Gardin di Milano e L’Orologio società cooperativa.










