la dottoressa Luana Cenciaioli

di Daniele Bovi

Nominati in estate i direttori della Galleria nazionale e degli altri venti musei italiani dotati, grazie alla riforma del ministro Dario Franceschini, di autonomia speciale, il ministero ha messo nero su bianco le nomine per gli altri musei statali, quelli che la riforma indica come «non dirigenziali». Selezionati tra il personale interno del ministero, spiega una nota del Collegio Romano, sono 114 (tra funzionari, storici dell’arte, architetti e archeologi) le figure che dal 5 novembre entreranno nel pieno delle loro funzioni per guidare queste nuove realtà chiamate a dotarsi di un proprio statuto e adottare una contabilità certa e trasparente. Per quanto riguarda l’Umbria l’archeologa Luana Cenciaioli avrà la responsabilità di ben tre musei: l’archeologico di Perugia, quello di Orvieto e quello di Spoleto. Tiziana Biganti invece, funzionaria-storia dell’arte della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici, dirigerà il Castello Bufalini di San Giustino.

Chi sono Per quanto riguarda invece il museo nazionale del Ducato di Spoleto e il tempietto sul Clitunno c’è Rosaria Mencarelli, per palazzo Ducale di Gubbio Paola Mercurelli Salari e Giuditta Rossi per la villa del Colle del cardinale di Perugia. La gestione sarà divisa in aree funzionali, con un responsabile per le collezioni, lo studio, la ricerca e la didattica, il marketing, la raccolta fondi, l’amministrazione e la sicurezza. Lo statuto, messo a punto di concerto con i direttori dei rispettivi poli museali regionali, definirà l’identità di ogni singolo museo. La contabilità trasparente – non un vero e proprio bilancio, specifica il ministero, quanto un documento contabile – permetterà per la prima volta di rendere chiaro quanto ogni istituto riceve e ricava in termini di risorse e come impiega tali risorse.

GALLERIA NAZIONALE, LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO CATALOGO

Sistema moderno «Finalmente – ha commentato Franceschini – il nostro Paese si è dotato di un sistema museale statale moderno e dinamico. I musei non sono più meri uffici delle Soprintendenze ma, come avviene in tutto il mondo, realtà a sé stanti, capaci di gestire programmazione e risorse. Un deciso salto in avanti verso la piena valorizzazione del patrimonio culturale nazionale». Quanto ai musei dotati di autonomia speciale, il ministro ha spiegato che «potrebbero in futuro crescere di numero e diventare anche 40. Non escludo che in futuro, in un ridisegno dei numeri del ministero, ci possano essere altri musei che si aggiungano all’elenco di quelli che hanno autonomia».

Galleria nazionale Novità ci sono anche per quanto riguarda le nomine all’interno della Galleria nazionale, i cui vertici mercoledì a Roma hanno presentato il primo volume del nuovo catalogo generale. In particolare andavano riempite le caselle relative al consiglio di amministrazione e al comitato scientifico. Quanto a quest’ultimo, dopo le nomine fatte dal Comune di Perugia (il professor Francesco Federico Mancini) e dalla Regione (la dirigente del servizio Musei e soprintendenza ai beni librari Antonella Pinna), il ministero ha scelto Maria Teresa Gigliozzi, docente di Storia dell’arte medievale a Macerata, classe 1966. A questo punto, a mancare è un solo nome della quaterna, sempre scelto dal ministero. Parlando invece del cda, composto dal direttore e da 4 «esperti di chiara fama» nominati dal Ministero, uno dei nomi (ma l’ufficialità verrà data solo nelle prossime ore) è quello di Bruno Zanardi, restauratore e storico dell’arte che ha lavorato anche ad Assisi.

Cda Poi in lista c’è una vecchia conoscenza dell’Umbria come Massimo Montella, che dal 1975 al 2006 ha diretto gli uffici della Regione Umbria che si occupano di beni ambientali, archeologici, architettonici, artistici, storici e agli istituti e servizi museali, bibliotecari e archivistici. Nella quaterna anche Laura Teza, professoressa di storia dell’arte moderna all’Università di Perugia, e Luisa Montevecchi del segretariato regionale del Mibact. Probabilmente a palazzo dei Priori si attendevano, riguardo al cda, nomine diverse, profili più marcatamente manageriali, ma tant’è. Il cda si occuperà di programmare le linee di ricerca e gli indirizzi tecnici, approverà il bilancio, la carta dei servizi e adotterà lo statuto nonché i programmi pluriennali. Il comitato scientifico invece sarà l’organo consultivo a sostegno del direttore proprio per quanto riguarda le attività scientifiche, come i prestiti o la pianificazione delle mostre. Sia il cda che il comitato saranno presieduti da Pierini.

Twitter @DanieleBovi