Mancini, Toniaccini, Tesei e Cocchi (foto U24)

di Daniele Bovi

Un problema «che è al di sopra delle mie possibilità», per il resto «sono apertissimo, pronto a discutere e a fare tutto ciò che è possibile per sensibilizzare l’opinione pubblica su queste tematiche». Da giovedì mattina il professor Francesco Federico Mancini, docente di Storia dell’arte moderna all’Università di Perugia, è ufficialmente il nuovo direttore del Museo della ceramica di Deruta e della pinacoteca comunale. Incarico che ricoprirà gratis così come stabilito nel bando pubblicato settimane fa dal Comune e finito al centro, in particolare, delle legittime proteste dei lavoratori della cultura, afflitti da precariato, esternalizzazioni, assunzioni al ribasso, volontariato che si trasforma in lavoro gratuito e così via.

LA NOMINA DI MANCINI

Parla Mancini La firma, rigorosamente con penna in ceramica, è arrivata a Palazzo Donini alla presenza del sindaco Michele Toniaccini, della presidente della Regione Donatella Tesei e di Franco Cocchi, psicologo ma anche «fine ceramologo» alla guida della commissione tecnica che ha passato al setaccio i 18 curriculum inviati al Comune. A margine della conferenza stampa, Mancini spiega di aver già parlato con il presidente dell’associazione «Mi riconosci?», che dopo la nomina ha mandato una lettera aperta a Mancini chiedendo se per i suoi studenti avrebbe voluto un incarico gratuito: «Certo che no. Lavoriamo – risponde – per formare professionalità attraverso corsi di laurea e scuole di specializzazione e, alla fine di questo percorso, vorremmo che trovassero una dimensione occupazionale conforme al loro tipo di studi; è chiaro però che questo discorso non può riguardare la direzione di un museo, che comporta esperienze pregresse importanti e non può riguardare un giovane agli esordi, pur ben attrezzato dal punto di vista culturale».

GLI ARCHEOLOGI UMBRI: «RITIRATE IL BANDO»

Crisi occupazionale Per il resto, il professore sottolinea la crisi occupazionale che attanaglia un settore «non sostenuto come meriterebbe» e spiega di aver già dato appuntamento al presidente di «Mi riconosci?». «In questo caso però – osserva – ci troviamo di fronte a un problema che è al di sopra delle mie possibilità». Durante la conferenza stampa Mancini si è detto «onorato e commosso» per l’incarico e ha ricordato di essere «molto legato a Deruta, per la quale scrissi una prima guida nel 1980». L’intenzione di Mancini è quella, così come stabilito dallo statuto, di dare vita al comitato tecnico-scientifico «non tanto per obbligo statutario, quanto per la necessità di assegnare deleghe e mettere insieme idee». Tra queste, anche la voglia di «ricompattare la realtà museale e quella produttiva, fatta di 65 imprese artigiane. Per me questo incarico non sarà un passatempo».

«PAGARE UN DIRETTORE ORA? DA IRRESPONSABILI»

Competenza Toniaccini ha sottolineato la «grande esperienza e competenza di Mancini, funzionali a promuovere il museo». Quanto alla gratuità, «era una scelta obbligata e la giusta retribuzione da dare ai giovani è un problema che non può essere risolto da Deruta. Ora – dice – siamo nelle condizioni di avere possibilità in più di accreditamento e di partecipare a bandi per attrarre risorse e dare un contributo, se ce ne sarà necessità, anche al direttore». Il sindaco è al lavoro anche per ottenere il riconoscimento della ceramica fatta a mano quale patrimonio immateriale dell’umanità: «I funzionari del Ministero – assicura – ci hanno detto che ci sono buone possibilità». Sul tema della retribuzione Tesei ha invece osservato che «i sindaci vanno messi nelle condizioni di poter sostenere davvero i beni culturali», aggiungendo poi che da parte sua ci sarà attenzione e supporto nei confronti della rete museale regionale. Per Cocchi, infine, le polemiche delle scorse settimane «sono insensate. Il Comune ha fatto bene a cercare il meglio».

Twitter @DanieleBovi

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