di Dan.Bo.
È il professor Francesco Federico Mancini, docente di Storia dell’arte moderna all’Università di Perugia il nuovo direttore del Museo della ceramica di Deruta e della pinacoteca comunale. A darne notizia in una nota, lunedì, è il sindaco Michele Toniaccini al termine del lavoro svolto dalla commissione valutatrice. Una procedura finita nelle scorse settimane al centro delle polemiche dopo che il Comune ha pubblicato il bando in cui si spiega che il direttore non percepirà alcun compenso, tanto che da più parti, comprese associazioni come quella degli archeologi umbri o «Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali» (creata nel 2015 per difendere i diritti dei lavoratori del settore) ne hanno chiesto il ritiro.
La graduatoria In totale a rispondere all’avviso sono state 18 persone tra le quali quella più adatta al ruolo, secondo la valutazione della commissione, è quella di Mancini, figura tra le più autorevoli del settore. Dopo il neo direttore (al quale sono stati assegnati 75 punti) nella graduatoria ci sono Luca Pesante (71, archeologo medievista che si occupa prevalentemente di storia della ceramica nel periodo compreso tra la fine del Medioevo e l’Età moderna), Alessandra Cannistrà (58,5 storica dell’arte ed ex assessore comunale a Orvieto), Paolo Nardon (50,5, professore all’Accademia di Belle arti di Perugia), Riccardo Freddo (49,5), Daniele Bernardini (49), Diego Cavallaro (49), Dominique Lora (37,5), Roberto Principe (33) e Fabrizio Mosci (30).
GLI ARCHEOLOGI UMBRI: «RITIRATE IL BANDO»
«PAGARE UN DIRETTORE ORA? DA IRRESPONSABILI»
Professionalità La commissione era formata da Franco Cocchi, «ampiamente conosciuto dalla comunità derutese, esperto d’arte – spiega il sindaco – e ceramologo», Lucia Arbace (storica dell’arte e direttrice del polo Museale dell’Abruzzo) e Fabio Marcelli (ricercatore e professore di Storia dell’arte presso il Dipartimento di Filosofia, scienze sociali, umane e della formazione all’Università di Perugia). L’incarico di Mancini sarà ufficializzato a breve e Toniaccini, oltre a fare gli auguri al neo direttore, rivendica la scelta del bando e sostiene che il neo direttore «darà lustro al Museo e a tutta Deruta». Quanto agli altri nomi, si tratta di «risorse preziose di cui si può e si deve tener conto. Si è creato un pool di professionalità – conclude il sindaco – alcune delle quali si sono dette pronte a dare il proprio contributo per la crescita e lo sviluppo di Deruta e la diffusione della cultura». Al di là del nome scelto rimane il nocciolo della questione, ovvero la necessità di corrispondere un compenso a chi lavora specialmente in un settore ad alta precarietà e in cui i giovani faticano ad affacciarsi.
Twitter @DanieleBovi
