mercoledì 8 luglio - Aggiornato alle 06:39

Deruta, il sindaco sul bando per i musei: «Pagare un direttore ora? Da irresponsabili»

Toniaccini interviene dopo le polemiche parlando dei problemi finanziari dei Comuni e dell’impoverimento delle persone

Una sala della pinacoteca di Deruta

di Dan.Bo.

Quando i soldi torneranno a circolare e il Comune avrà più risorse l’amministrazione assumerà un direttore per i due musei pagandolo, cosa che in questo momento «sarebbe da irresponsabile». È essenzialmente questa la posizione del sindaco di Deruta Michele Toniaccini che, venerdì, risponde alle critiche relative al bando con cui il Comune sta cercando un direttore, al quale sarebbe garantito solo un rimborso spese, per la pinacoteca comunale e per il Museo della ceramica. Del caso se n’è occupata nelle scorse ore anche la senatrice del Movimento 5 stelle Margherita Corrado, che ha chiesto al sindaco di ritirare l’avviso: «Il lavoro non retribuito – ha detto – è volontariato e, se protratto nel tempo, diventa lavoro forzato, cioè sfruttamento. Non c’è ambito professionale in cui ciò non sia vero, neppure quello della cultura».

IL CASO SOLLEVATO NELLE SCORSE ORE

Arricchire l’anima Il sindaco dalla sua oltre a sottolineare che l’avviso è legittimo e che anche a Senigallia hanno fatto altrettanto, sostiene che «le attività si presumono prestate per la realizzazione di una determinata causa di natura non economica direttamente riconducibile alle finalità culturali perseguite dall’ente, ovvero per arricchire il proprio curriculum e per il prestigio che il ruolo ricoperto comporta». Insomma, il compenso consiste nel prestigio e in un arricchimento dell’anima. Toniaccini poi sposta l’attenzione sull’attuale momento di crisi, lamentando la indubbiamente grave situazione finanziaria dei Comuni (in forte sofferenza a causa della pandemia) e ricordando che sono stati distribuiti buoni spesa ai cittadini. «Intorno a noi – dice – c’è una grandissima povertà» e dunque «in questo momento, avrei dovuto conferire un incarico da 50-80mila euro all’anno, se non più?».

I problemi Insomma, si mischiano i piani e si confondono i problemi. A parte il fatto che le risorse per i buoni spesa sono state garantite dal governo (a Deruta come in tutti gli altri Comuni), sembra quasi che pagare il direttore di un museo in questo momento sia uno spreco intollerabile, invece che un investimento redditizio sul futuro di un territorio, come dimostrato in altri contesti. Lo stipendio rappresenta anche un incentivo decisivo per un professionista della cultura, che non vive di solo arricchimento spirituale, e un fattore di attrazione: quanti saranno coloro che, visti anche i requisiti di alto livello richiesti, si faranno avanti da qui al 12 giugno? Giovedì, a una settimana dalla scadenza dell’avviso, non era ancora stato presentato alcun curriculum. Nell’attesa di capire se qualcuno lo farà, il sindaco sostiene che dotare di un direttore i due musei (questa figura al momento non era presente) sia un modo di attrarre turismo, rilanciare le strutture nonché l’economia regionale e locale. Riuscirà a farlo gratis? Quanto al futuro, «se le risorse torneranno a circolare, sarò il primo a voler affidare un incarico a titolo oneroso».

Non partecipate Replicando alle parole del sindaco la senatrice Corrado parla di un’immagine, quella di Deruta, danneggiata dalle scelte del sindaco: «Resto a dir poco basita davanti a queste dichiarazioni». «Non riponendo più speranza alcuna nel ravvedimento del sindaco – dice – a questo punto mi permetto di rivolgere un appello ai colleghi archeologi e storici dell’arte tentati di accettare l’incarico messo a bando. Li invito a far prevalere le ragioni della dignità personale e professionale ritirando la partecipazione alla selezione, per chi si fosse già candidato, e omettendo di inviare la richiesta per chi non l’avesse ancora fatto». La senatrice sottolinea poi che un museo «è scrigno di memoria e identità per il territorio che lo ospita, e fucina di nuova cultura, non un orpello che diventa superfluo nelle stagioni di difficoltà finanziaria. Stagioni in cui, lo ricordo per inciso, un Sindaco e una giunta sensibili alla crisi esistenziale in atto potrebbero anche ridurre le proprie indennità, poiché gli incarichi pubblici consentono anche a loro di “arricchire il proprio curriculum” e agire, sine pecunia, solo “per il prestigio che il ruolo ricoperto comporta».

Twitter @DanieleBovi

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