Spoleto sacra 1200 apre il 2 aprile. È il Duomo di Spoleto il tema centrale della mostra organizzata al Museo diocesano per accompagnare il visitatore alla scoperto del rinnovamento di epoca altomedievale, a cui è stata sottoposta la cattedrale, di cui quest’anno ricorre l’825esimo anniversario della dedicazione.
Mostra Spoleto sacra 1200 Lavori compiuti tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo che si potranno ricostruire attraverso le opere esposte nell’ambito di Spoleto sacra 1200. La mostra è articolata in tre sezione e propone documneti, disegni, sculture, dipinti, libri miniati collegati o collegabili al rinnovamento della Cattedrale e al suo ambiente storico, religioso e artistico. Il rinnovamento al centro della mostra Spoleto sacra 1200 è quello che precede la radicale trasformazione del Duomo, avvenuta nel 1644 con il rifacimento dell’architettura interna. Un’operazione, questa, che provocò la perdita o la dispersione della quasi totalità delle opere che vi erano allora contenute. In quest’ottica alle opere in mostra si aggiungono, in un percorso guidato, dipinti e sculture conservati nel Museo diocesano.
Vescovo Renato Boccardo «Il presente nel quale viviamo non si esaurisce e non si identifica con la storia che ci ha preceduto, ma non può nemmeno esprimere la propria identità separandosi da essa e ignorando i suoi insegnamenti» ha detto il vescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, aggiungendo che «occorre dunque percorrere con umiltà e intelligenza un cammino di conoscenza e di dialogo, permettendo alla storia di raccontarsi attraverso documenti dalle tipologie più diverse. È quanto si propone la mostra Spoleto Sacra 1200, che ci permette di ritrovare nelle sale del Museo Diocesano diversi “pezzi” della sua storia, alcuni tornati dopo secoli nella nostra città, e poterli ammirare da vicino, permette di attraversare il tempo e sentirsi in qualche modo contemporanei dei padri che, con intuizione spirituale che richiama l’uomo al suo destino ultimo, hanno edificato questo monumento di arte e di fede».
