di Maurizio Troccoli
E’ morto all’età di 82 anni il fotografo Oliviero Toscani. Non ce l’ha fatta contro una malattia neurodegenerativa, l’amiloidosi e dopo il ricovero di venerdì mattina all’ospedale di Cecina, nel reparto di rianimazione, l’aggravarsi delle funzioni vitali l’ha portato al decesso, lunedì mattina.
LA MALATTIA: LA SUA ULTIMA INTERVISTA
Oliviero Toscani ha avuto una lunga storia di relazione con l’Umbria, particolarmente con Assisi e Perugia: incantato da Giotto, chiamato a un confronto sull’immagine proprio all’interno della basilica superiore di Assisi, ebbe a commentare la sua idea dell’immagine partendo da quando per chiunque non c’era altro che le pareti di una chiesa, per rapportarsi alla figura. «Pensate che cosa straordinaria fosse alle origini osservare questi dipinti di Giotto – disse – quando non c’era né cinema, né televisione, né giornali e né riviste e Giotto fu uno dei primi cronisti a raccontare con immagini quello di cui si sentiva solo parlare».
VIDEOINTERVISTA A UMBRIA24: L’ARTE E LA FOTOGRAFIA
Ad Assisi, un emozionato Oliviero Toscani, argomentò sulla possibilità di immortalare l’anima. La sua formazione accademica prendeva esempio dalla scuola di uno dei massimi esponenti della contemporaneità nell’arte, Marcel Duchamp essendo stato diretto allievo di un suo specialista – come vedremo di seguito – affrontava quindi, con assoluta naturalezza, i grandi temi dell’arte, prediligendo gli ambiti dell’apparentemente insondabile.
L’immaginazione, fu una quota importante del pensiero di Oliviero Toscani. Commentò a riguardo invece, a Perugia raccomandando ai ragazzi di non farsi fregare dalla tecnologia. Questa non è che il passato che qualcuno ha già pensato per te. L’unico futuro è l’immaginazione, quello che ognuno di noi potrebbe costruire e a cui tutti abbiamo smesso di prestare attenzione.
Oliviero Toscani, figlio del noto fotografo del Corriere della Sera Fedele Toscani, autore di importanti scatti anche di Mussolini, è stato forse il primo fotografo che ha inteso la fotografia nella sua dimensione più ampia possibile. Gli è interessata in quanto immagine fino al punto di appassionarsene, nella sua maturità, al di là del fattore estetico.
E’ probabilmente oggi l’esempio più rappresentativo di quanto l’immagine possa contenere una potenza molto grande. In termini di diffusione del messaggio, di capacità di incidere nella socialità delle persone, in termini di trasformare il destino economico di una impresa, di un marchio o di segnare un tempo nuovo nella comunicazione. Oliviero Toscani al di là delle sue importanti collaborazioni che gli hanno permesso di essere una voce importante nel campo dell’immagine nel mondo, è stato un personaggio pubblico che ha fatto conoscere e valere il suo pensiero, le sue riflessioni sui vari ambiti della vita: dalla politica all’arte, alla comunicazione. Dal pensiero liberale, aperto se non apertissimo, vicino al partito Radicale per il quale è stato anche candidato, profondamente democratico e antifascista, Toscani è stato un strenue difensore delle libertà, a partire da quella di espressione del pensiero.
Il contrasto, l’effetto shock sono stati la cifra del suo percorso, come infallibile interprete dei limiti, anche culturali di una comunità, si è divertito a scherzare con ironia e sfrontatezza a sfidarli. Ma non ha mancato di colpire anche su temi sanguinanti per migliaia e migliaia di persone, lavorando sull’immagine denuncia, senza temere ripercussioni anche di natura giudiziaria, non soltanto in Italia. E’ stato un formatore, l’insegnante che molti avrebbero e hanno voluto per posizionare su una frontiera più avanzata la propria capacità di sguardo. La sua ricerca sulla verità si è tradotta in produzioni fedeli ma maneggiate, senza pretese di verginità, poichè appassionato all’interazione delle realtà con l’uomo, il suo sguardo, le sue molteplici abilità.
Biografia. Così lo tratteggia Wikipedia: Pubblica la sua prima foto sul Corriere a 14 anni. Come lui stesso racconta nel libro Caro Avedon, accompagna suo padre a Predappio per la tumulazione di Mussolini. Mentre Fedele Toscani fotografa la cerimonia nel suo intero, lui si sofferma sul volto dolente di Rachele Mussolini ed il ritratto finisce sul Corriere. Dopo gli studi al liceo Vittorio Veneto di Milano, nel 1965 si diploma in fotografia alla Kunstgewerbeschule di Zurigo, dove è allievo di Serge Stauffer, specialista di Marcel Duchamp e dell’artista Karl Schmid.
Inizia quasi subito a lavorare nella pubblicità, la sua prima campagna è per il cornetto Algida. Presenta una proposta con una prova scattata alla buona, tre ragazze che vanno su un tandem gustando il gelato. La proposta piace moltissimo, ottiene la commissione e il giovane Toscani pretende per lo scatto definitivo modelle da Parigi, stylist e truccatori di alto livello.
Nel 1972 Oliviero Toscani partecipa nelle vesti di testimonial ai caroselli pubblicitari dell’azienda di abiti da uomo Facis. Assieme a Toscani appaiono il cognato Aldo Ballo, Sergio Libis ed Alfa Castaldi.
Inizia presto a lavorare per riviste come Elle, Vogue, GQ, Harper’s Bazaar, Esquire, Stern, l’Uomo Vogue e Donna, e a realizzare foto per le campagne di alcuni tra i più importanti marchi di moda come Valentino, Chanel, Fiorucci, Esprit e Prénatal. Nel 1979 in occasione del festival “Venezia 79 la fotografia” tiene un corso sulla fotografia di moda con la partecipazione di Franca Sozzani, all’epoca vicedirettrice della rivista Lei, Edizioni Condè Nast.
È difficile separare il lavoro redazionale di moda di Toscani da quello pubblicitario. Questo suo nuovo approccio trova il coronamento nel rapporto, iniziato nel 1982, con l’azienda Benetton. Toscani cura lo scatto ed il concept delle campagne pubblicitarie: temi come l’uguaglianza razziale, la mafia, la lotta all’omofobia, il contrasto al diffondersi dell’Aids, la ricerca della pace, l’abolizione della pena di morte vengono per la prima volta proposti sui cartelloni stradali e sulle pagine pubblicitarie. Nel 1991, sotto l’egida di Benetton, lancia la rivista Colors, e nel 1994 Fabrica, centro internazionale per le arti e la ricerca della comunicazione moderna, la cui sede è stata progettata dall’architetto giapponese Tadao Andō. Dal 1999 al 2000 è direttore creativo del mensile Talk Miramax a New York diretto da Tina Brown. Nel 2000 interrompe la collaborazione con il gruppo Benetton in seguito ad una controversa campagna che utilizza foto reali di condannati a morte negli Stati Uniti e che provoca azioni di ritorsione verso la casa di moda. Negli anni 2000 si occupa delle campagne del marchio RaRe, che hanno come concept il tema dell’omofobia, e dell’azienda Nolita Pocket. Queste campagne vanno spesso incontro a conflitti con l’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria.
Nel 2004 crea il centro di ricerca della comunicazione moderna La Sterpaia. Nello stesso anno coordina la pubblicazione di 30 ans de Libération, volume che ripercorre gli ultimi trent’anni di storia sulla base degli articoli del quotidiano francese Libération.
Nel settembre 2006 assume la direzione artistica di Music Box, canale interattivo della piattaforma Sky. I videoclip musicali (scelti dal pubblico da casa tramite e-mail o sms) vengono “disturbati” da “pillole virali” create dal gruppo di creativi de La Sterpaia con la supervisione di Toscani. Sulla stessa emittente Toscani conduce il talk show Camera Oscura.
Nel 2007 realizza per il marchio Nolita una campagna choc contro l’anoressia nervosa fotografando la modella e attrice francese Isabelle Caro, malata di anoressia, del peso 31 chili per 1,64 m di altezza. A causa della crudezza delle immagini la campagna divide il pubblico ed i critici, fra chi la ritiene formativa per i giovani e chi un episodio di sciacallaggio pubblicitario. Sempre nel 2007 l’agenzia Saatchi & Saatchi premia Oliviero Toscani come Creative Hero, durante la serata dei Clio Awards a Miami. Il 2007 è anche l’anno in cui Toscani inaugura il progetto “Razza Umana”, una ricognizione fotografica sulle diverse morfologie e condizioni umane, per censire tutte le espressioni e le caratteristiche somatiche, sociali e culturali del genere umano, iniziando da più di 100 comuni italiani, lo Stato di Israele, la Palestina ed il Guatemala.
Nel 2008, durante la 61ª edizione del Festival del cinema di Locarno viene presentato il film Anorexia, storia di un’immagine del regista argentino Leandro Manuel Emede, documentario che narra la storia della fotografia No Anorexia realizzata da Toscani: il documentario narra non solo la concezione della foto, ma illustra in modo travolgente tutto ciò che successe dopo la sua uscita, mixando in retroscena
Oliviero Toscani nel 2008
Nel 2010 l’accademia di belle arti di Firenze lo ha nominato Accademico di onore. Nel 2016 partecipa come giudice a Master of photography, talent show riservato ai fotografi amatoriali e professionisti. Nel 2017 l’accademia di belle arti di Brescia conferisce a Toscani la laurea ad honorem. Nel 2019 vince il premio alla carriera dell’Art director’s club tedesco.
Nel 2011 cura la mostra “funcooldesign”, retrospettiva dello studio JoeVelluto (JVLT). Nel
Dal 2018 al 2020 Toscani lavora nuovamente per Benetton, curando le campagne fotografiche dell’azienda e tornando a ricoprire il ruolo di direttore artistico di Fabrica, lanciando in questo contesto il progetto Fabrica Circus, che prevede la creazione di una fucina di artisti rinascimentali dove la creazione non ha limiti o etichette.
