di Danilo Nardoni

Divenne celebre con il film ‘Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda tutta calda’, ma sono suoi altri titoli cult come ‘La bella Antonia, prima monica e poi dimonia’, ‘La vedova inconsolabile ringrazia quanti la consolarono’, ‘La liceale nella classe dei ripetenti’, ‘L’infermiera nella corsia dei militari’, ‘L’onorevole con l’amante sotto il letto’. Fu lui poi a lanciare nel cinema Nino D’Angelo (‘Un jeans e una maglietta’), e quindi considerato uno dei rappresentanti dei musicarelli, oltre che il regista della coppia Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Il cinema italiano, e non solo, piange il romano Mariano Laurenti, regista per eccellenza della commedia sexy italiana degli anni ’70 e ’80, che quasi 20 anni aveva scelto Gubbio come sua città adottiva.

Gubbio E nella città dei ceri è morto all’età di 92 anni, con i funerali che si sono svolti l’8 gennaio nella Chiesa di San Secondo. Città di cui, a quanto pare, si era già innamorato negli anni Settanta, quando fu scelta anche come set proprio del film ‘Quel gran pezzo dell’Ubalda…’. Lavoro che costò 90 milioni di lire per incassarne 640 al botteghino. Il film uscì nel 1972 vietato ai minori di 18 anni. Nel 1990, al fine della trasmissione in televisione, per rimuovere la restrizione d’età venne tagliato in alcune parti.

B-movies Laurenti quindi segnò un’epoca con le sue commedie sexy. Un nome di punta per il cinema commerciale degli anni ’70, in quei B-movies (poliziotteschi, commedie erotiche, musicarelli) prima amati solo dal pubblico dell’epoca ma poi a distanza di anni rivalutati anche dalla critica. Con lui si sono spogliate tutte le star del periodo: Edwige Fenech, Gloria Guida, Nadia Cassini. Insieme a loro anche Lino Banfi, Alvaro Vitali, Bombolo, Enzo Cannavale, Pippo Franco, e la coppia Franchi e Ingrassia. Esordì come aiuto regista negli anni cinquanta, affiancando professionisti come Mauro Bolognini, Camillo Mastrocinque, Dino Risi e il grande Steno, figura principale della sua formazione artistica. Come non ricordarlo poi anche attore in ‘I tartassati’ di Steno e in ‘Milano odia: la polizia non può sparare’, il capolavoro poliziottesco di Umberto Lenzi del 1974.

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