Tutti parlano di Luisa Spagnoli, grazie alla fiction Rai, con l’imprenditrice impersonata da Luisa Ranieri. Il secondo e ultimo episodio ha perfino superato, in termine di ascolti il primo, facendo registrare 7.773.000 telespettatori, con share del 29,76%. E allora c’è chi rilancia e chiede una fiction anche per un altro grande imprenditore perugino: Leonardo Servadio.
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Febbre da Luisa I numeri del pubblico televisivo, oltre 14 milioni sommando le due puntate, riflettono solo in parte il successo della fiction girata, in parte, a Perugia. A risvegliarsi è stato un senso di appartenenza e un orgoglio perugino, appannati negli ultimi anni da riflettori accesi sulla città per vicende legate alla cronaca nera. La Perugia impersonata dalla grande imprenditrice di inizio ‘900 hanno fatto scattare una molla che ha riportato in auge un passato glorioso e un presente che vuole essere all’altezza.
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Dopo Spagnoli fiction Ellesse Anche per questo l’assessore corcianese Lorenzo Pierotti ha lanciato una proposta su Facebook al sindaco di Perugia, Andrea Romizi: «Eccezionale la fiction su Luisa Spagnoli – si legge nel commento -. Insieme al Comune di Perugia dovremmo proporre a Rai Fiction anche la storia della grande azienda Ellesse con sede a Corciano e del suo fondatore Leonardo Servadio. Un grande uomo della storia perugina – scrive ancora – che amava la sua città». Che l’operazione ‘amarcord possa e debba essere sinergica, ne è convinto il giovane Pierotti che prosegue «Leonardo Servadio era nato a Perugia nel 1925, da una famiglia incardinata nella storia di quella città, ma scelse Corciano, presumibilmente intuendo che negli anni a venire sarebbe diventata la porta artigianale-commerciale del perugino. Era il 1959 quando vi impiantò un semplice laboratorio di pantaloni, l’Ellesse, destinato a diventare in poco meno di 30 anni una fabbrica di abbigliamento sportivo, principalmente in campo sciistico e poi nel tennis, emblema del made in Italy. Un uomo di grande intelligenza – aggiunge – capace di introdurre innovazioni produttive e precorrere i tempi utilizzando consapevolmente gli strumenti di marketing, come non ricordare, a metà Anni Settanta, la sponsorizzazione delle più importanti tenniste del mondo, quali l’americana Chris Evert. Quando ritenne che i tempi erano maturi, dopo avere ceduto l’attività alla holding inglese Pentland Group, ai primi degli Anni Novanta fondò il Caffè di Perugia, nel 1995 inserito fra i 14 Caffè più belli della penisola».
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Perugia e Corciano Che la storia di Servadio riguardi Perugia come Corciano, Pierotti ne è più che convinto. «L’Ellesse non sarebbe stata tale se fosse stata impiantata altrove e Servadio, se non avesse respirato peruginità, presumibilmente sarebbe stato meno attento ai valori della tradizione e dell’appartenenza territoriale, né avrebbe saputo declinarli in chiave moderna …. Come seppe fare Luisa Spagnoli. Ricordo bene il tributo che la città e l’amministrazione gli riservò nel 2012, alla sua scomparsa ad 87 anni, ed il saluto in una Sala dei Notari gremita. Abbiamo tanto da dire e mostrare ‘di noi’ – conclude Pierotti – e facendolo, possiamo anche ricevere molto in termini di promozione, presenze turistiche, credito per un’Umbria che ha un valore ed un peso. Caro Sindaco Romizi, uniamo le forze e pensiamoci … potrebbe essere un’idea bellissima!!!».
