di Chiara Caruso e Lucia Caruso
Una ricerca intensa e appassionata che ha spalancato armadi, nei quali gli abiti avevano un profumo antico e sempre nuovo, aperto vecchi bauli che custodivano inediti bozzetti, schiuso preziosi scrigni della memoria che parevano già sviscerati di dettagli. Da qui l’avventura che ha condotto alla realizzazione della monografia sulla storia della maison perugina nata nel 1928, “Luisa Spagnoli. 90 anni di stile”, presentata alla città di Perugia lunedì 10 dicembre.
L’evento Il rendez-vous è nella sala Goldoniana di Palazzo Gallenga (sede dell’Università per Stranieri), nata come sala da ballo ed affrescata su ispirazione dei modelli rinascimentali. Posto ideale per parlare del bello, di stile, della storia della moda e d’impresa e del territorio.
Perugia e gli anni Venti La rettrice dell’Università per Stranieri, Giuliana Grego Bolli, parte proprio dai luoghi e dal legame tra le due realtà nate a Perugia nella seconda metà degli anni Venti: l’Università per Stranieri nel 1925 e la Luisa Spagnoli nel 1928, entrambe ambasciatrici di cultura dentro e fuori la città, eccellenze italiane vocate all’internazionalizzazione.
Nicoletta Spagnoli Nicoletta Spagnoli, oggi presidente e amministratore delegato Luisa Spagnoli S.p.a, si dice molto emozionata per questo progetto, avvolta nel suo maglioncino d’angora azzurro, la camicina bianca con il fiocco al collo, in un’intonazione perfetta per rappresentare l’azienda con i suoi simboli storici: angora, colore, fiocco. Mostra un breve video sulla storia dell’azienda Spagnoli da 90 anni e per 4 generazioni nelle mani della sua famiglia.
Il patrimonio aziendale Ricollochiamo Nicoletta nell’albero genealogico familiare: lei rappresenta la quarta generazione, dove Luisa Spagnoli (nata Sargentini, Perugia 1877- Parigi 1935), fondatrice della casa di moda è la bisnonna, Mario Spagnoli il nonno (Mantova 1900- Perugia 1977), Annibale, detto Lino il padre (Perugia 1927-1986). Durante il suo intervento ci racconta della proposta dell’editore Rizzoli arrivata subito dopo la fiction “Luisa Spagnoli” (mini serie televisiva diretta da Lodovico Gasparini). Ha inizio così il progetto sul patrimonio aziendale per riportare alla luce la memoria e la forza del brand e della saga familiare: 90 anni di storia della moda, stile, personaggi famosi, fotografi e fotografie, illustratori e illustrazioni, bozzetti e cataloghi aziendali.
Il lavoro di ricerca Sofia Gnoli, studiosa della moda e giornalista, per metà perugina, si dice da sempre affascinata dalla realtà della Luisa Spagnoli. Spiega l’esistenza di un archivio aziendale, straordinario e organizzato, indugia sui cataloghi conservati dal 1950 al 1970 e di cui Luisa Spagnoli (figlia di Mario Spagnoli nonchè zia di Nicoletta) si occupava dal suo salotto romano, divenuto luogo di scambi culturali. Da lì le conversazioni e i contatti che porteranno alle prefazioni dei cataloghi firmate dalle giornaliste e scrittrici di costume del tempo come Camilla Cederna, Silvana Bernasconi, Irene Brin. I disegnatori erano René Gruau o Brunetta, gli artisti e fotografi Achille Perilli, Johnny Moncada, Elsa Haertter e Franco Rubartelli.
Luisa la pioniera Della fondatrice e della storia dell’azienda Spagnoli si è già scritto, ma cosa ha rappresentato per la moda italiana quando ancora non esisteva il Made in Italy? Luisa è pioniera, imprenditrice, donna alla guida di un’azienda nel primo dopoguerra. Parte dalla maglieria, “il materiale del nuovo secolo”, veloce e comodo, usato anche da Chanel ed Elsa Schiaparelli. Utilizza per prima in Italia la lana del coniglio d’angora per realizzare filati e confezioni.
Cosa troveremo nella monografia? Varie sezioni: una storica, le altre legate al prodotto e quindi maglieria, abiti, tailleur, cappotto, con temi trasversali di ieri e di oggi, accompagnati dalle parole delle storiche giornaliste (come la Brin e la Cederna) e di Nicoletta Spagnoli. Ci saranno l’angora, i colori, il fiocco e il profumo dedicato a Luisa. Tutto racchiuso in una veste grafica ed editoriale elegante e raffinata, non solo alla vista coi suoi cromatismi che vanno dal rosa Luisa Spagnoli della copertina all’oro di alcune sue parti interne, ma anche al tatto, sfogliando quelle pagine capaci di trasmettere sensazioni materiche che sono esse stesse racconto, pezzi di archivio, frammenti di storie.
Tre abiti simbolo I prodotti scelti per rappresentare questo momento sono tre abiti presentati sui manichini accanto al tavolo dei relatori: il primo in jersey plissè degli anni Sessanta, appartenuto alla mamma di Nicoletta; il tailleur rosso portato da Kate Middleton, duchessa di Cambridge; l’ultimo un abito da sera di fine anni Sessanta, rieditato da un bozzetto per la sfilata milanese di settembre.
Un libro bello da vedere e da avere Alessandro Campi, docente del Dipartimento Scienze Politiche all’Università per Stranieri, sottolinea la bellezza del libro come manufatto artigianale, bello da vedere e da avere, per grafica ed editoria. Ci ricorda che questa è l’affascinante storia della moda e del costume, ma anche una preziosa chiave di lettura del Novecento, secolo complesso e difficile da capire solo con le carte, ma da affrontare con la conoscenza della cultura dell’immaginario, dei cambiamenti di costume, dell’antropologia. Dentro vi si troveranno mutamenti economici, sociali e politici di un’epoca e di un Paese, nella modernità industriale di Perugia, tra microstorie, aneddoti sconosciuti e tematiche di ampio respiro come il protagonismo e l’emancipazione femminile, il boom economico, i nuovi tessuti e i prezzi accessibili, i brevetti, le innovazioni, il marketing e la pubblicità. Un supporto per comprendere la storia nazionale e cittadina.
Dove comprare la monografia? Il volume di Sofia Gnoli, edito da Rizzoli, è in vendita nelle librerie e nelle boutique Luisa Spagnoli al costo di 70€.
Cosa ci portiamo via da questa serata? La storia e la cultura d’impresa passano anche dalla conservazione della memoria dei luoghi, del territorio e del saper fare delle persone, che siano i fondatori, le generazioni ultime arrivate, le segretarie, gli addetti ai vari uffici e tutti gli operai. Anzi in questo caso le tantissime donne operaie che hanno lavorato per l’azienda. Conservare l’heritage è preservare tutto questo, capirlo e saperlo rinnovare nel presente per poterlo proiettare nel futuro. Vi lasciamo immaginare un momento degli esordi: Luisa Spagnoli che si ritira nella villa di famiglia a Santa Lucia e alleva nel parco animali domestici ed esotici. Sceglie di pettinare i conigli d’angora anziché tosarli, ottenendo un filo sottile ed omogeneo. Luisa continua ad insegnarci molto e ci lascia innumerevoli spunti di riflessione (forse per una tavola rotonda?), tra gli altri, quelli sulla vocazione alla filatura del territorio di Perugia e sulla sostenibilità nella moda, mentre in questi giorni si sta concludendo la conferenza mondiale COP24 di Katowice sui cambiamenti climatici e l’industria del Fashion ha presentato la Carta per una moda sostenibile.
