Il disegno di Leonardo con la cascata, al tavolo Vittorio Sgarbi

di Massimo Colonna

«Era il 5 agosto 1473, il giorno di Santa Maria della Neve. Non solo Leonardo era in Valnerina, ma probabilmente era accompagnato anche da Piermatteo d’Amelia e dal Perugino, per quella che possiamo chiamare una brigata umbra di artisti». La scoperta sul disegno ‘Paesaggio con fiume’ del genio di Vinci è dunque solo la punta dell’iceberg di una serie di studi che ora prenderanno il via. Si passa dall’ipotesi di un percorso francescano dei tre, fino agli studi più approfonditi che saranno portati avanti con i droni sopra la cascata. «E pensare – spiega lo storico d’arte Luca Tomìo – che tutto è partito da una intuizione di mio figlio, che tra l’altro frequenta la terza media alla scuola Leonardo Da Vinci».

Scoperta Leonardo E’ un vaso di Pandora quello che emerge dalla conferenza di Palazzo Montani Leoni, sede della Fondazione Carit, a cui prendono parte praticamente tutte le istituzioni del territorio, politica e forze dell’ordine, passando dal vescovo Giuseppe Piemontese. Ma l’ospite più atteso è ovviamente lui, Vittorio Sgarbi, che dopo l’incontro avuto in prima mattina ad Amelia arriva a Terni per fare il punto della situazione sulla scoperta. «Scoperta che non è mia – ha spiegato Sgarbi – ma io ho solo dato una mano a portare a galla l’intuizione che poi il professor Luca Tomìo ha fatto emergere con l’aiuto di professionisti di altri settori, dalla toponomastica, alla storia, all’orografia».

E’ proprio quel paesaggio Nel maxi schermo intanto scorrono le immagini del disegno di Leonardo con tutte le comparazioni effettuate. «I confronti – ha proseguito Sgarbi – dimostrano in maniera scientifica e palmare, come si dice in gergo artistico, la corrispondenza tra il disegno e il territorio, che ovviamente non dobbiamo considerare nella sua forma attuale ma con quella, differente, dell’epoca del viaggio di Leonardo. Leonardo che può essere considerato come il primo turista del mondo: in questa occasione partì dalla sua Toscana, passando dalla Val d’Arno, per arrivare poi in Umbria. Mentre fino a quel momento erano stati i grandi pittori stranieri ad esaltare la bellezza del territorio italiano, ecco che lui, forse insieme ai viaggi di Petrarca, rappresenta il primo che si muove con l’obiettivo di valorizzare il territorio circostante».

Le mostre a Terni e Amelia Il disegno leonardesco arriverà in Umbria e sarà esposto per cinque settimane nel 2020 alla Galleria Nazionale Umbra a Perugia. «Credo sia importante – ha detto Sgarbi – organizzare, anche con l’aiuto della Regione Umbria, delle amministrazioni coinvolte e della Fondazione Carit, delle mostre magari con le rappresentazioni dei disegni di Leonardo. In modo che i territori siano coinvolti in questa scoperta e che il turismo artistico torni protagonista. Anche perché ultimamente nelle zone colpite dal terremoto in tanti si lamentano che non vanno più turisti per paura. Ma io dico, e lo dirò anche con un prossimo spot pubblicitario che stiamo organizzando, che bisogna andare a visitare i beni artistici in particolare nelle zona colpite dal terremoto e quelle limitrofe, perché altrimenti gli effetti del sisma vengono amplificati dalla nostra paura».

Il disegno e i riscontri A raccontare la storia del disegno ci ha pensato lo stesso Tomìo. «L’intuizione che quella fosse la Cascata delle Marmore – ha detto lo studioso d’arte – è arrivata quando mio figlio mi ha fatto notare la somiglianza dei paesaggi. Io ero già alla ricerca di qualche spunto nel sud dell’Umbria, visto che un geologo mi aveva confermato che quei territori non potevano essere ricondotti alla Val d’Arno. A quel punto è partita tutta una serie di verifiche con diversi studiosi che mi hanno confermato questa tesi. E poi siamo andati a vedere di persona anche tramite il lavoro qui sul territorio di Stefano Notari e degli altri sulla Cascata».

Perché in Umbria «L’idea che si può sostenere – ha spiegato Tomìo – è che Leonardo, intorno ai venti anni, fosse in questi territori con una brigata umbra, insieme a Piermatteo d’Amelia, che potrebbe averlo ospitato, e al Perugino. E’ arrivato qui non per un solo giorno, ma per una serie di studi: il suo disegno infatti rappresenta una sorta di diario di viaggio, degli appunti che poi hanno fatto magari da apripista per altri studi. Leonardo infatti sappiamo era anche uno studioso di idraulica, del territorio, e quindi in questi territori trovava molto materiale per studi che poi magari ha approfondito in seguito fino a diventare il genio che tutto il mondo conosce».

Lavoro interistituzionale «La Regione è in primo piano – ha spiegato il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli – per supportare tutte le iniziative che saranno prese in esame per la valorizzazione del territorio. Credo, e su questo il professor Sgarbi mi darà ragione, che anche Terni e Amelia debbano essere valorizzati magari proprio con l’organizzazione di una mostra con i disegni o con le rappresentazioni». «Questo evento – ha spiegato il sindaco di Terni Leopoldo di Girolamo – è l’ennesima dimostrazione di quanto sia importante il lavoro tra le diverse amministrazioni e i diversi enti».

@tulhaidetto

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