Il tema centrale della quarta edizione del Perugia social photo fest sarà la cecità, in tutte le sue accezioni. Il programma del festival internazionale dedicato alla fotografia sociale e terapeutica, a palazzo della Penna da venerdì fino al 28 marzo, è stato presentato in mattinata. A raccontare la cecità, intesa non solo come incapacità di vedere attraverso gli occhi, ma anche come atteggiamento emotivo e sociale, saranno 17 mostre di grandi autori internazionali, seminari e incontri e l’annuale conferenza «Experiencing Photography» sullo stato della fototerapia e la fotografia terapeutica e i diversi usi in ambito sociale. Al centro della quarta edizione dunque anche quei processi di disconoscimento delle proprie emozioni che possono portare all’analfabetismo emotivo, fino alle azioni, individuali o collettive, di filtraggio e modifica delle informazioni come estrema difesa di uno stato di equilibrio mentale, che possono degenerare in una chiusura totale verso ciò che appare una minaccia per l’individuo, la società, i sistemi sociale e politici.
Una visione chiara «Mantenere una visione chiara e nitida – è stato detto venerdì – rappresenta una sfida in cui l’unica certezza è determinata dalla verità, ossia da ciò che ci rende liberi di accettare noi stessi e gli altri senza un gioco di proiezioni o idealizzazioni». Al festival saranno portati attraverso la fotografia esempi di denuncia e riflessione, di riscatto di identità individuali e collettive. La foografia quindi come mezzo per dar voce agli “esclusi” e quindi strumento di inclusione sociale e di fotografia terapeutica intesa come strumento di riattivazione della percezione e di uno stimolo interiore personale. «Experiencing Photography» si occuperà, il 19 e 20 marzo all’hotel San Gallo con esperti italiani e stranieri, dello stato della fototerapia e dei diversi usi in ambito sociale, degli scatti come mezzi per migliorare il benessere e ridurre l’esclusione sociale.
FOTOGALLERY: LE FOTO IN ESPOSIZIONE
Incontri Oltre alle mostre come accennato ci saranno workshop, incontri, dibattiti e presentazioni di libri. Domenica 13 si parlerà di «Cecità sociale: il ruolo dell’informazione e della comunicazione» con Gigliola Foschi, giornalista, critica d’arte e della fotografia e docente di Storia della Fotografia, Renata Ferri, giornalista, photoeditor e curatrice e il fotogiornalista Alfredo Bini. Il 16 ci sarà un aperitivo al buio in collaborazione con l’Unione italiana ciechi e il 17 una lectio magistralis di Letizia Battaglia, una delle più audaci e impegnate fotografe italiane, per trent’anni portavoce della sua terra, la Sicilia, con immagini in bianco e nero crude e dolorose, di profonda denuncia dell’attività mafiosa e dei ripetuti attacchi alla società civile».
Orgogliosi «Siamo veramente orgogliosi del programma – ha detto Antonello Turchetti, direttore artistico del festival -. Crediamo molto in questa quarta edizione, che ci vede sempre più coscienti nel non voler essere etichettati come una semplice manifestazione culturale ma come un prezioso e unico momento internazionale di incontro e riflessione che apre ad un importantissimo ruolo che la fotografia può avere nella società di oggi, quello terapeutico e sociale. Crediamo fortemente che la diversità sociale e l’esperienza di vita siano ricchezze che fruttano maggiormente se condivise. Per questo invitiamo tutti a partecipare a questa nuova edizione che avrà come tema la “cecità” per dialogare, capire ed apprendere, e creare quindi uno scambio positivo e proficuo di energie, conoscenze ed esperienze». «La fotografia – ha detto invece l’assessore alla cultura Teresa Severini – è la porta tra due mondi, è testimonianza e stimolo alla riflessione. La fotografia puoi continuare a vederla e a vederci attraverso, una forte esperienza che, come accade in questa manifestazione, aiuta a capire e a sviluppare una sensibilità diversa». Di seguito pubblichiamo tutti i nomi dei fotografi che esporranno i loro scatti.
“Fuori dall’Ombra” di Silvia Amodio, “Bethania” di Valerio Bispuri, “First sight” di Brent Stirton, “Nobody Claps anymore” di Alec Dawson, “Lucha” di Marianna Ciuffreda, Chiara Moncada e Marco Vignola, “Inside Outside Under Bucharest” di Massimo Branca e Igor Marchesan (Collettivo Fotosocial), “Letizia” di Danilo Garcia Di Meo, “Ghosts from the past” di Karl Mancini, “Dependency” di Giovanni Presutti, “In-Sight, In-Mind” di Steve Erra, Mark Andres, Victorine Floyd Fludd (Collettivo SEEINGWITH PHOTOGRAPHY, New York), “Rare Lives” di Aldo Soligno, “Iris” di Alessio Vissani. Confermate due ulteriori mostre dei fotografi non vedenti Evgen Bavcar con “Narcise san Miroir” e Kurt Weston con “Blind Vision”, “The Egon project” di Sara Casna e “TIA – Fotoelaborazione del trauma psichico” di Mauro Battiston (entrambi vincitori della Call for Entry), Distant & Close di Alla Mirovskaya (vincitore del premio speciale della giuria per la Call for Entry).
