Il nuovo logo della candidatura a capitale europea della cultura

di M.Alessia Manti

‘Perugia2019, con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria’. Si riparte da qui: cambia il logo ma l’obiettivo resta lo stesso, ripensarsi e ricostruire un’identità internazionale, aumentare l’intensità di cultura nella società e nell’economia e proiettarsi maggiormente nella dimensione europea. Si apre una nuova fase per la candidatura a Capitale europea della Cultura. E’ la fase finale che parte dall’aeroporto dell’Umbria ‘San Francesco d’Assisi’, luogo dall’alto contenuto simbolico e definito in più occasioni “una porta per l’Europa”, anche in relazione alla candidatura . Mercoledì 3 giugno alla sala incontri dell’aeroporto  – durante un incontro a cui hanno partecipato la presidente della Regione Catiuscia Marini, quello della fondazione Perugiassisi 2019 Bruno Bracalente e i sindaci di Perugia e di Assisi, Wladimiro Boccali e Claudio Ricci, l’assessore regionale Fabrizio Bracco – è stato presentato il nuovo marchio che accompagnerà Perugia fino alla consegna del dossier, prevista per prossimo il 20 settembre 2013.

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Un nuovo inizio Il progetto nei contenuti rimarrà inalterato e la fondazione proponente continuerà a chiamarsi ‘Perugiassisi 2019’ con immutati gestione e assetti direzionali. Con tale titolazione e contenuti, si guarda al risultato conclusivo con ampia fiducia. «Nuovo simbolo, nuovo inizio» così commnenta Bruno Bracalente, presidente della fondazione Perugiassisi 2019 sottolineando che «l’essenza del logo che ci ha accompagnato dal 2010 fino ad oggi, a circa 80 giorni che ci separano alla consegna del dossier di candidatura, resta tale. Ci auguriamo che questa novità ci porti fortuna per i prossimi, decisivi mesi, fino al raggiungimento dell’obiettivo per cui stiamo lavorando tutti insieme».

Nuova titolazione, più contenuti «Con il passaggio di oggi cambia il marchio e, per così dire, la ‘ragione sociale’ ma non cambia il senso del progetto – ha detto il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali -, un territorio ed una regione attorno all’asse Perugia-Assisi per costruire un progetto di crescita, una nuova economia, una idea di comunità e di sviluppo che questo territorio tutelino e valorizzino su basi nuove». Boccali ha poi aggiunto che «quello che vediamo muoversi e crescere è una sensibilità, una partecipazione, la convinzione. In questi giorni inoltre Perugia sta presentando alcuni dei tasselli della candidatura legati al recupero e riuso di parti dell’acropoli, dalla biblioteca degli Arconi all’ultima fase del cantiere di San Francesco al prato. Insomma, ci crediamo sempre di più». Parole di fiducia anche dal sindaco di Assisi Claudio Ricci che ha rimarcato che «questa nuova titolazione con la presenza di più nomi -Perugia, Assisi e Umbria- diviene ‘ineccepibile’ dal punto di vista formale, rispetto alle normative europee sulle candidature (più città e/o territori) ed anzi si ampliano ulteriormente i contenuti culturali della proposta attraverso il termine Francesco d’Assisi nei tempi di Papa Francesco».

«L’Umbria moderna si esprime nella candidatura» Anche Catiuscia Marini, presidente della regione Umbria, accoglie con positività questa nuova fase del percorso verso il titolo. «Il logo per la Candidatura di Perugia a Capitale Europea della Cultura 2019 è l’espressione rinnovata e graficamente condensata dell’aspirazione di Perugia, e con essa dei luoghi francescani di Assisi e dell’Umbria, a proporre all’attenzione dell’Europa il contenuto storico-spirituale che ha nei secoli costruito la fisionomia culturale della regione, fatta di tradizione e modernità, unite in modo originale e indissolubile». «L’Umbria moderna, con la geografia diffusa dei suoi centri culturali, delle sue manifestazioni artistiche, dei suoi tesori d’arte, dinamicamente inseriti in un circuito che li fa pulsare e vivere, l’Umbria della visione di Francesco, che rinasce nell’attenzione dedicata all’ambiente e alla ecosostenibilità – ha aggiunto la Presidente – si esprime pienamente in questa candidatura di Perugia – città che, nella sua storia e tradizione, è da intendersi come una metafora della regione, una parte per il tutto, che dell’Umbria ingloba l’essenza e l’articolata valenza spirituale».

3 replies on “La candidatura ha un nuovo nome: «Perugia2019, con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria»”

  1. Religione non ha senso. Nessuno di loro.

    Dei non esistono, ma se ci fosse, come si potrebbe fidare di un Dio, se qualcuno di loro poteva mentire e ingannare qualsiasi profeta, come il suo presunto potere immenso?

    Si potrebbe dire che Dio ha creato l’universo … e un bugiardo … e Mosè, Maometto e di nessuno, potrebbe non rendersi conto che essi sono ingannati … dato il potere di “infinito” di “presunti Dei” …

    THINK! …. ESSERE UMANO ….

    La “fede” è così animali domestici e bestiame sono verso gli esseri umani.

    Gli esseri superiori non hanno fede, hanno l’uso della ragione.

    Googles:

    brief clear proof that god doesn’t exist

  2. Il poverello si rigirerà senz’altro nella tomba!!…nominato così tanto, così a sproposito ed infine inserito in una “Ragione Sociale”…ma vi rendete conto del livello di profanazione simbolica e sostanziale che state compiendo?… e perchè poi?…per finanziare le vostre insulse inutili iniziative di (…se dicente) sviluppo economico??…davanti all’enormità della figura del santo, mistico, libertario e protoambientalista dovreste solo chinare il capo e, come favore all’intera umanità che oggigiorno patisce nelle strade e nelle piazze della Turchia, dell’Egitto, del Brasile, della Siria…zittirvi per sempre!
    Orate fratres…forse attraverso la preghiera meditativa potete ancora recuperare ad un minimo di funzione qualche brandello di materia grigia miracolosamente scampato alla evidente frollatura.
    m.v.

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