di Nicoletta Castagni
A parte la rassegna dedicata all’anima russa di Kandinsky, allestita a Palazzo Blu di Pisa, sono tutte a Roma le mostre di maggior rilievo che si aprono nel week end: dall’antologica del Vittoriano che celebra Guttuso nel centenario della nascita all’esposizione del Colosseo su dominio e integrazione nella Roma antica, dalle molte Italie di Paul Klee alla Gnam (anche se in questo caso, come mostrato da un articolo apparso su Corriere.it, le opere in mostra sono meno rispetto a quelle annunciate) all’omaggio del Museo Bilotti al genio di Afro.
Renato Guttuso a Roma Si apre venerdì al Complesso del Vittoriano la grande mostra con cui Roma celebra nel centenario della nascita Renato Guttuso che nella città eterna visse per oltre 50 anni. Intitolata Guttuso 1912-2012, l’importante rassegna allestisce un centinaio di opere che ricostruiscono l’intero arco creativo del maestro siciliano. Attraverso le sue visioni del Colosseo, dei Tetti di Via Leonina, delle misteriose presenze nei giardini pensili romani, che emergono nella Visita della sera, si può riscoprire la Roma vibrante dell’artista, caparbio fautore del figurativo in anni di fervente dibattito e sempre immerso nell’impegno civile. Inoltre, la mostra approfondisce i rapporti intessuti da Guttuso con altri artisti e letterati, tra cui Moravia, Moore, Manzù, Pasolini, Neruda, Visconti. Guttuso stabilì nella capitale il centro nodale delle sue relazioni e la dipinse, rappresentandone l’aspetto più intenso e profondo, sociale, politico, religioso.
Wassily Kandinsky a Pisa Apre il nuovo ciclo espositivo di Palazzo Blu dedicato all’astrazione la mostra Wassily Kandinsky. Dalla Russia all’Europa, allestita dal 13 ottobre al 3 febbraio. Attraverso 50 opere provenienti in gran parte dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, l’importante rassegna racconta il cruciale periodo formativo e la prima produzione del celebre pittore, 20 anni di attività antecedenti al suo insegnamento alla Bauhaus al fianco di Paul Klee. La mostra punta dunque a far emergere l’anima russa del padre dell’astrazione, in un percorso straordinario tra inediti e capolavori, dalle prime esperienze ispirate alla tradizione, con i colori smaglianti e i temi dell’arte popolare, all’influenza esercitata su di lui dall’incontro con l’avanguardia parigina e con l’espressionismo tedesco fino al periodo di Murnau.
Roma Caput Mundi Una mostra di grande ricchezza, che racconta la potenza universale dell’impero di Roma, è quella apertasi mercoledì nelle tre sedi del Colosseo, della Curia Iulia e del Tempio del Divo Romolo nel Foro Romano. Attraverso un centinaio di opere provenienti dai maggiori musei archeologici d’Italia, la rassegna illustra l’espansione politica e culturale della città eterna mettendo in luce, oltre alla volontà di dominio, anche l’aspetto dell’apertura e dell’integrazione nei confronti dei popoli conquistati. Il percorso espositivo di Roma Caput Mundi. Dominio e Integrazione completa dunque la visione storica, sviluppando il lato di apertura verso i popoli, perseguita nei secoli alacremente. Ecco quindi i pannelli provenienti da una tomba sunnita di Nola che raffigurano l’aristocrazia italica o i fregi pompeiani che ricordano come la città campana da oggetto di conquista si trasformò presto in prezioso alleato. Si susseguono i busti dell’imperatore africano (Settimio Severo), di quello barbaro (Massimino il Trace), di Adriano e Traiano, mentre le successive sezioni approfondiscono i temi della schiavitù, della relazione con Atene e i culti religiosi che imperversarono nella Roma imperiale.
Paul Klee a Roma La passione di Paul Klee per l’Italia, per i suoi paesaggi, la sua cultura, dalle avanguardie futuriste agli anni ’30, è al centro della mostra allestita alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna fino al 27 gennaio. Esposte alcune opere del grande pittore svizzero-tedesco e di numerosi maestri italiani e stranieri, tra cui Kandinsky, Max Bill, Licini, Perilli, Soldati, Novelli, con cui Klee entrò in relazione o che subirono la sua influenza. L’artista, affascinato dal Mediterraneo, venne in Italia sei volte, la prima delle quali nel 1901 come in una sorta di Grand Tour di goethiana memoria. A darne conto, una vasta sezione che affianca acquarelli e bellissime grafiche, dove è evidente la suggestione dei luoghi e delle forme. Nella pittura non descrittiva di Klee, l’idea dell’Italia, permea le numerose fasi della sua attività e alla tradizione classica affianca le influenze futuriste. Attraverso i gialli abbaglianti dei limoni, le visioni marine, la gestualità dei personaggi, il pointillismo che rimanda ai mosaici romani e siciliani, rivivono, felicemente sognate, le molte Italie di Paul Klee.
Afro a Roma In occasione del centenario della nascita di Afro, la città eterna, scenario del suo lavoro dalla formazione alla maturità, ne celebra l’opera con una mostra ospitata da mercoledì dal Museo Carlo Bilotti all’Aranciera di Villa Borghese. Intitolata Afro. Dal progetto all’opera. 1951-1975, la rassegna illustra attraverso 37 opere le diverse fasi di concezione ed elaborazione dei dipinti dell’artista friulano, dal disegno preparatorio fino alla versione definitiva del quadro. Paesaggi, nature morte e figure diventano così per Afro, in un sofisticato percorso creativo, forme mentali e pure dell’astrazione

