Subsonica

di M.Alessia Manti

Parte da Perugia la fase estiva del tour Istantanee 2012 dei Subsonica. La band torinese è reduce da un anno di sold out in giro per l’Italia e l’Europa e appena rientrata dalla Cina dove, insieme ai Negrita, hanno suonato sul palco dell’Hit Week, il più grande festival italiano all’estero.

Sabato alle 21.45 Appuntamento dunque per sabato 16 giugno con l’electro night che vedrà dalle 19 i dj set diSpeakdeep e Feel Fly aprire il concerto dei Subsonica, attesi sul main stage alle 21.45. Quindi: Rethink Play. Programma completo su: www.b-promotion.it. Biglietto € 15 + € 3 di prevendita.

I Subsonica Arrivati a quota 6 album in studio,con più di 400 mila copie di dischi venduti complessivamente e un sito ufficiale che accoglie una media di 15.000 ingressi settimanali, complice un aggiornato diario di bordo che racconta da Sanremo in avanti tutte le tappe del gruppo i Subsonica sono una delle realtà di punta nel panorama musicale nostrano. In attesa del concerto di sabato ai Giardini del Frontone per l’ultima serata del PgCity festival, abbiamo fatto qualche domanda a Samuel, voce e simbolo del gruppo e-da poco uscito in libreria con il libro Elettricavita  in cui racconta le dinamiche creative della band e il suo rapporto con lo show business- che ci ha parlato dei 15 anni dei Subsonica, dell’esperienza cinese e di un suo corregionale.

Quindici anni in studio, sei album, una continua evoluzione musicale fino al tour Istantanee 2012. Puoi scattare un’istantanea dei Subsonica di quindici anni fa e una degli attuali?

La prima immagine dei Subsonica di allora che mi viene in mente è un furgone scassato. Giravamo con un Ducato bianco. Vedo dei ragazzi che poche ore dal concerto, bucano e si ritrovano a dover cambiare la ruota. Oggi il furgone è un Mercedes in affitto. In quindici anni di cose ne sono successe, ma se c’è un fil rouge quello è la strada. Essere on the road è una costante che ci accompagna dall’inizio, al di là dei mezzi.

Siete appena tornati dalla Cina dove siete esibiti a Pechino e Shangai. Che esperienza è stata?

E’ stata un’esperienza positiva e molto interessante. Non sapevamo cosa aspettarci dalla Cina, anche se non era la prima volta: dieci anni fa ci siamo esibiti alla Fiera di Osaka col patrocinio della Regione Piemonte che provò ad esportarci come prodotto tipico assieme al Barolo e al tartufo. La cosa che ho notato è che l’emotività del pubblico durante i concerti è simile a quella italiana e europea in genere. Le differenze che ho notato sono ben altre. Per esempio, i cinesi sono diversi da noi nel vivere l’ideologia: loro la mettono a funzione della praticità, noi la rendiamo fine a se stessa. Forse dovremmo imparare da loro.

I Subsonica possono vantare collaborazioni importanti, una per tutte quella con Franco Battiato in Up Patriots to arms. C’è qualcun altro con cui vorresti lavorare in Italia?

Posso volare alto? Ok, mi piacerebbe collaborare con il nostro corregionale Paolo Conte. Un mostro sacro della musica, molto più giovane e originale di tanti altri musicisti che si ascoltano oggi. Uno molto aperto alle collaborazioni con artisti lontani dal suo mondo tra l’altro.

A proposito di ascolti, cosa sta ascoltando Samuel in questo periodo?

L’ultimo disco che ho comprato e che mi ha davvero entusiasmato è Marinai, profeti e balene, di Vinicio Capossela. Un disco monumentale!

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