di Giorgia Olivieri
Quarant’anni di storia e di vita racchiusi da Elena Giogli nel documentario su Dino Marinelli, custode e guida della pinacoteca di Città di Castello, Il custode della memoria, presentato al PerSo film festival. Un progetto dal successo internazionale, da Hollywood fino in India, tutto made in Umbria, nato per «fissare la memoria» di «un personaggio più unico che raro».
Il concorso Il documentario è in concorso al PerSo nella sezione Spazio Umbria, di cui rappresenta il più autentico candidato, ed è stato proiettato martedì 3 ottobre presso il museo archeologico nazionale dell’Umbria. La pellicola, opera prima della regista Elena Giogli, si snoda dagli anni ‘40 fino ai giorni nostri, ripercorrendo aneddoti e racconti biografici di Dino Marinelli, intrecciati a vicende della storia e della politica di Città di Castello e dell’Italia tutta.
Il personaggio Quella di Dino Marinelli è una storia di altri tempi: cresciuto in una famiglia non abbiente, dopo la guerra diventa custode della pinacoteca comunale, a cui dedica tutta la sua vita e, studiando da solo, negli anni diventa guida artistica di fama nazionale, scrittore e giornalista, ma soprattutto simbolo della città. Dino è diventato negli anni «molto di più di un custode, vivendo in una casina nei giardini di palazzo Vitelli, ha contribuito all’evoluzione della pinacoteca, creando quel turismo culturale prima non c’era, grazie anche giornalisti da tutta Italia che venivano a intervistarlo», racconta la regista a Umbria24.
Archivio storico Il documentario è una commistione di filmati storici, d’archivio e fotografia: «Ci hanno aiutato tantissimo le teche Rai ma anche gli archivi privati, i cittadini ci hanno dato i loro album fotografici e un gruppo Facebook si è mosso per recuperare foto storiche – prosegue la regista -. Tra queste ne abbiamo una che ritrae un gruppo di militanti del Movimento sociale italiano guidati da Almirante intenti a dar vita a un corteo in piazza Matteotti e Dino Marinelli in prima fila nella fazione opposta che gli tira un pezzo di sasso».
Made in Umbria Fondamentale per l’ideazione del documentario è stata la pandemia: «Il progetto è nato nel 2020 con Luca Rubini, produttore esecutivo; ci siamo ritrovati in Umbria e abbiamo raccolto una troupe di professionisti che normalmente lavorano fuori», prosegue Giogli. Nel cast artistico del documentario spiccano nomi di rilievo per una produzione quasi al cento per cento made in Umbria: Valeria Ciangottini e Michelangelo Pulci, Mauro Silvestrini, Walter Verini e ma anche forestieri come Vittorio Sgarbi.
Riconoscimenti Il custode della memoria è stato presentato in molte kermesse internazionali, aggiudicandosi prestigiosi riconoscimenti in Italia e all’estero come quello per il miglior documentario al Premio Rai Cinema (vittoria grazie alla quale la pellicola è presente sulla piattaforma Rai Play fino a maggio 2024); al Festival internazionale del documentario di Ierapetra, Creta e al Knight of the reel awards, in India. Vinti poi il Berlin indie film festival come miglior regista di opera prima; menzione d’onore al Golden giraffe international film festival di Nizza e miglior opera prima al Madonie film festival, di Palermo. Ora la pellicola sarà proiettata al Per Lane doc festival di Jackson, nel Tennessee, mentre venerdì 6 ottobre e sabato 7 appuntamento al Ram film festival di Rovereto.

