La stazione devastata dall'esplosione

Si chiama «I treni non esplodono. Storie dalla strage di Viareggio» ed è scritto da Federico di Vita e Ilaria Giannini il libro che verrà presentato sabato 29 ottobre alle 19 a Umbrò, a Perugia. A dialogare con gli autori sarà Matteo Pascoletti, scrittore perugino che nel 2015 ha esordito con il suo primo romanzo, «I giorni della nepente». Come appare chiaro dal titolo, il libro si occupa della strage di Viareggio, quella che il 29 giugno 2009, a causa del deragliamento di un treno che trasportava quattordici vagoni carichi di gpl, costò la vita a undici persone, mentre altre ventuno moriranno in seguito a causa delle ustioni; oltre cento poi i feriti gravi che dovranno affrontare le conseguenze di quella notte negli anni a venire. Il lavoro di Giannini e Di Vita è durato più di tre anni, nel corso dei quali hanno raccolto le storie dei parenti, dei superstiti e le deposizioni del tribunale, dando vita a una narrazione corale che tiene il lettore incollato alla pagina.

Il libro Daniela Rombi ad esempio racconta l’agonia della figlia Emanuela, 21 anni, morta dopo 42 giorni in ospedale. Silvano Falorni ricorda la ricerca del fratello Andrea, spazzato via dall’esplosione, di cui è stato ritrovato solo un pezzo di ginocchio. Antonio Cerri, a capo di una delle due squadre dei vigili del fuoco di Viareggio, rivive la notte più drammatica della sua carriera, quando in undici appena si ritrovarono ad affrontare il muro di fuoco di via Ponchielli. E ancora Massimo Palagi, che non era di turno ma lasciò la moglie incinta per andare a soccorrere i feriti, e Anna Maccarone, che combatte per mesi contro le ustioni senza perdere la speranza. Il libro che verrà presentato sabato è il primo sulla strage di Viareggio, un documento capace di trasmettere la portata della tragedia del più grave disastro ferroviario italiano, ancora senza colpevoli. Il processo infatti — che vede tra gli imputati anche gli allora vertici delle Ferrovie dello Stato, tra cui l’ex ad Mauro Mortetti — va avanti da anni, e per il 2016 è previsto il giudizio di primo grado.