«Un tributo doveroso per sottolineare un legame profondo e speciale con la nostra città, per evidenziare il ruolo di innovatore sapiente nella drammaturgia, l’eccezionale bravura fatta di perfezione, grazia, bellezza, eleganza che lo ha reso noto non solo in Italia ma in tutto il mondo». Così intervenendo giovedì in consiglio comunale il sindaco di Gubbio Filippo Maria Stirati ha proposto di intitolare il teatro cittadino a Luca Ronconi, morto nei giorni scorsi. Il consiglio si è aperto con un minuto di silenzio per onorare la figura del regista, «un personaggio pubblico – ha detto il presidente dell’assemblea Giuseppe Biancarelli -, un maestro innovativo della regia, noto in tutto il mondo ma anche un ‘concittadino’ che da anni aveva trovato in Umbria e a Gubbio, in particolare, un punto di riferimento per la sua vita professionale e umana».
Un magister «Era un ‘magister’ – ha aggiunto il sindaco – e i tanti giovani addolorati presenti ai suoi funerali, accanto ai nomi noti dello spettacolo, ne sono la diretta testimonianza. Il suo patrimonio non può e non deve andare disperso ed è doveroso da parte nostra fare quanto è possibile per preservarlo. Le circostanze della sua scomparsa ci impegnano a questo, senza nulla togliere ad altre proposte avanzate per un giusto riconoscimento in memoria di concittadini meritevoli, che troverà modi e sedi appropriate per essere assicurate». Luca Ronconi era residente da anni nel Comune di Gubbio, da quando aveva eletto a ‘buen retiro’ la sua casa di campagna a Santa Cristina, e dove dal 2002 aveva fondato la scuola di regia, con l’obiettivo di dare un contributo concreto e attivo attraverso la formazione professionale degli attori.
Le produzioni A Gubbio Ronconi aveva allestito per il Teatro Stabile dell’Umbria tre produzioni teatrali che avevano acceso le luci della critica e della stampa internazionale, dalla ‘Fidanzata povera’ di Óstrovskij del 1985, a ‘La serva amorosa’ di Ronconi, alle ‘Tre sorelle’ di Cechov del 1989. Nel 2004 aveva tenuto lezioni che si erano concluse con ‘Scene di una notte d’estate’ con gli allievi della Scuola. Aveva anche ricevuto riconoscimenti e segni di affetto, come il ‘Premio Bandiera’ e il Premio ‘Formella d’Oro’, assegnato dal ‘ Lions Club Gubbio Piazza Grande’. Segni di vicinanza che nella sua vita ha tenuto sempre in considerazione. Ora le ceneri del regista riposano, accanto a quelle della madre, nel piccolo cimitero di Civitella Benazzone.
