di Daniele Bovi
«Gli etruschi di Perugia» dal 30 ottobre sbarcheranno al castello di Bratislava. Si chiama infatti così la mostra che verrà allestita all’interno del museo nazionale ospitato dal monumento più importante della città gemellata da 52 anni con Perugia. Un punto di arrivo dopo otto mesi di lavoro fatto dai Comuni di Bratislava e di Perugia, dal Museo nazionale slovacco, dall’Istituto italiano di cultura e dalla Soprintendenza per i beni archeologici dell’Umbria. A curare l’allestimento sono Luana Cenciaioli e Marisa Scarpignato che giovedì hanno presentato l’iniziativa, tra quelle organizzate per il semestre di presidenza italiana dell’UE, insieme al soprintendente Mario Pagano e all’assessore alla Cultura Teresa Severini.
Civiltà poco nota Quella che verrà inaugurata il 30 sarà la prima mostra esclusivamente dedicata a Perugia allestita nella capitale della Slovacchia, che avrà l’obiettivo di far conoscere una civiltà, quella etrusca, poco nota a quelle latitudini. E lo scambio potrebbe essere reciproco: allo studio infatti, anche se per il momento è poco più di un’ipotesi, c’è la possibilità che un’iniziativa simile possa essere organizzata a Perugia con al centro la civiltà dei Celti. Tornando invece a Bratislava, la mostra avrà un approccio divulgativo così da offrire, attraverso più di 80 oggetti, un quadro complessivo degli «etruschi di Perugia». Nella prima parte, anche attraverso l’aiuto di 24 pannelli di due metri, saranno date informazioni di carattere generale (anche con immagini) sulla storia che copre un arco temporale che va dall’età villanoviana al primo secolo dopo Cristo.
Prima parte Qui saranno esposti anche oggetti che arrivano dai magazzini del Museo archeologico. In mostra bronzi votivi risalenti al sesto secolo avanti Cristo, materiali più recenti, specchi, ceramiche e vasi preziosi come l’anfora a figure nere attribuita al pittore di Micali. Il tutto arriva da uno scavo nei pressi dell’acropoli. Insomma, una prima parte che fungerà da introduzione alla seconda, dove ci saranno anche un plastico che raffigura le mura e un modellino dell’Arco etrusco, sul quale si sono conclusi da poco i lavori di restauro.
Seconda parte Qui verranno mostrati al pubblico i reperti che arrivano dagli scavi fatti sotto la cattedrale, l’alfabetario per comprendere la scrittura etrusca che arriva da viale Pellini, i buccheri della necropoli del Palazzone, urne cinerarie tipiche dell’età ellenistica fatte con il marmo che arrivava dalle cave di Santa Sabina, un corredo funerario e oggetti del primo secolo dopo Cristo che testimoniano di come Perugia si fosse ripresa dopo il Bellum perusinum. Tra i pezzi più pregiati ci saranno poi alcune urne della famiglia dei Cacni recuperate dai carabinieri lo scorso anno. Urne che nel complesso il Museo si sta preparando ad accogliere: il frutto di quello che è uno dei più sensazionali ritrovamenti degli ultimi decenni verrà ospitato in due sale poste all’inizio del Museo, tra cui quella della ex biblioteca. I lavori sono in corso e l’obiettivo è aprire le porte ai perugini a Natale, facendo così un bel regalo alla città.
Gemellaggio lungimirante L’assessore Severini ha inserito la mostra all’interno di quello che ha definito «un gemellaggio lungimirante», quello con la capitale slovacca, che è stato alimentato negli anni da molti scambi a vari livelli, soprattutto culturali e sportivi. «Una mostra – ha detto – di grande prestigio che proietta la nostra città in una dimensione realmente internazionale, nell’ottica di portare Perugia nel mondo ed il mondo a Perugia».
Twitter @DanieleBovi
