Palazzo dei Priori, sede del Comune di Perugia

di Daniele Bovi

Dai 79 punti della coppia di testa formata da Martina Bagnoli e Marco Pierini ai 76 di Andreina Contessa e Alessandro Daniele Di Lorenzo. Sono in tutto dieci i candidati per la direzione della Galleria nazionale dell’Umbria, carica alla quale si accompagnerà quella di direttore del polo museale regionale. Mercoledì la commissione voluta del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e guidata da Paolo Baratta ha pubblicato nomi e punteggi dei candidati ammessi ai colloqui orali, che si terranno a partire dall’11 al 14 luglio, mentre i risultati sono attesi entro metà agosto. In tutto 200 nomi, dieci per ognuno dei 20 musei che formano la lista ministeriale con le più importanti istituzioni culturali del Paese che saranno dotate di autonomia speciale.

Le selezioni Alla selezioni dei dieci nomi si è arrivati dopo che, nei mesi scorsi, a presentare la candidatura erano state 380 persone (1.200 complessivamente per tutti e 20 i musei, con possibilità di candidarsi per la guida di più istituzioni), delle quali 20 dall’estero. Procedendo in ordine alfabetico, il primo della lista è Peter Aufreiter (77 punti), dal Belvedere di Vienna, uno dei musei più importanti della città dove dirige il dipartimento che si occupa del management delle mostre e dei prestiti. Segue Martina Bagnoli, del Walters Art Museum di Baltimora, con un passato anche alla National Gallery di Washington e una lunga lista di libri dedicati all’arte medievale.

GALLERIA SARÀ DOTATA DI AUTONOMIA SPECIALE: ECCO COSA CAMBIA

I nomi Poi c’è Andrea Bruciati (78 punti), classe 1968, una laurea in storia dell’arte contemporanea (tesi su Lucio Fontana e Piero Manzoni) e dal 2002 direttore della Galleria d’arte contemporanea di Monfalcone. Dopo di lui Matteo Luca Ceriana (77 punti), milanese classe 1952, laureato in Storia dell’arte alla Cattolica di Milano, dal 2014 direttore della Galleria palatina di Firenze e degli appartamenti monumentali di palazzo Pitti. Poi arriva Andreina Contessa (76 punti), conservatore del Museo di arte ebraica italiana, storica dell’arte e medievalista che si occupa di codici miniati medievali, di iconografia ed esegesi biblica, di arte cristiana ed ebraica medievale.

Candidati Invece, Damiano Nelda, in passato alla National gallery of Canada, di punti ne ha ottenuti 77, mentre Alessandro Daniele Di Lorenzo 76. Dopo di loro c’è Marina Mattei, archeologa dei musei capitolini con 78 punti, seguita da Marco Pierini, da dicembre ex direttore della Galleria civica di Modena dopo che il Comune ha deciso di trasformare la storica sede della galleria civica nel «Villaggio del gusto». Da ultimo c’è Mario Scalini (77 punti), ex docente di Storia dell’arte nelle scuole medie superiori, una laurea in Lettere e un diploma di perfezionamento in Storia dell’arte, attualmente soprintendente ai beni storici, artistici ed etnoantropologici di Siena e Grosseto.

Nomina a breve In parte i nomi, si ripetono dato che era possibile candidarsi alla guida di più istituzioni culturali. Dopo gli orali il gruppo di lavoro (del quale fanno parte Nicholas Penny, direttore della National Gallery di Londra, Luca Giuliani, professore di archeologia classica e rettore del Wissenschaftskolleg di Berlino, Lorenzo Casini, docente di diritto amministrativo e Claudia Ferrazzi, segretario generale di Villa Medici) stilerà per ciascun museo una terna di nomi: da questa, tra fine luglio e inizio agosto, sarà scelto il direttore dal ministro Franceschini e dal direttore generale Musei Ugo Soragni.

Twitter @DanieleBovi

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