di Daniele Bovi
Cinquantamila euro in 90 giorni per portare avanti l’eredità di Sergio Piazzoli e trasmetterla in futuro ai giovani. I «14 folli» che hanno dato vita al comitato provvisorio della ‘Fondazione Sergio per la musica’ martedì nella nuova sede di via del Curtatone, ospitata dallo studio di registrazione Hemiolia (nuova realtà cittadina che utilizza solo materiale analogico), hanno lanciato la raccolta fondi necessaria per arrivare alla costituzione vera e propria della Fondazione di fronte al notaio. Tre le opzioni a disposizione di coloro che vorranno contribuire: il sito, un conto corrente (Credito Cooperativo Umbro, Perugia, Piazza IV Novembre; Iban IT N49 X 08630 03005 000000621730) e le donazioni. Per essere riconosciuta infatti, ovvero per conquistare una personalità giuridica, una fondazione ha bisogno per legge di un capitale minimo: il primo obiettivo è a quota 20 mila euro, con i 50 mila da raggiungere in tre mesi. Da qui la costituzione del comitato provvisorio, l’approvazione di uno statuto (che all’articolo 3 parla di una Fondazione dedita «a perseguire la felicità della nostra società e ampliare la formazione intellettuale e civile della comunità umbra») e un lavoro che, da qui al 2 marzo, si concentrerà prevalentemente sulla raccolta dei fondi.
Eredità «Non saremo – ha detto Patrizia Marcagnani, per 30 anni vicina a Piazzoli e presente martedì insieme a Virgilio Ambroglini e Fabrizio Croce – un’agenzia di eventi e spettacoli, anche perché la Musical Box eventi non esiste più. Noi vogliamo portare avanti la parte artistica più elevata dell’eredità che ci ha lasciato Sergio». «Oggi – ha aggiunto Ambroglini, coordinatore generale del progetto – è un gran bel giorno per noi, inizia un nuovo viaggio in un luogo fantastico come questo». Dal 29 settembre, quando gli amici di Piazzoli si sono dati appuntamento al teatro Turreno, sono passati due mesi impiegati a trattare con le nipoti del promoter scomparso proprio per l’uso del cognome: «Non volevamo incappare – spiega Ambroglini – in cause civili, non si sono decise a dare il nome e così, dopo una consultazione, abbiamo evitato polemiche chiamandola ‘Fondazione Sergio per la musica’. Fabrizio Croce ha incontrato più volte la famiglia ma non ha ottenuto risultati».
I mille Mille, almeno, i sottoscrittori che la Fondazione si aspetta da qui a 90 giorni e, se l’obiettivo dei 50 mila euro non dovesse essere centrato, un articolo dello statuto prevede che la cifra raccolta sarà donata a Umbria Jazz e a Perugia Musica Classica per eventi gratuiti. Ambroglini però è fiducioso: «Credo che raggiungere quella somma non sarà difficile». La Fondazione ha l’ambizione di essere «una casa di vetro» le cui porte dovranno essere aperte ai giovani. Vogliamo che entrino giovani – ha detto il coordinatore – e che poi la possano prendere per mano, cosa stabilita anche da statuto visto che questo prevede che la governance sarà portata avanti non solo dai soci fondatori ma anche da chi sosterrà successivamente la Fondazione». Presidente, come noto, sarà Robert Wyatt, mentre in questa prima fase coordinatrice artistica sarà Patrizia Marcagnani e tesoriere Renzo Patumi; gli altri soci sono Claudio Valeri, Giorgio Pangaro, Fabrizio Croce, Moreno Barboni, Patrizia Brutti, Giovanni Tarpani, Gabriele Violini, Marco Bencivenga, Adele Bevilacqua, Renzo Patumi, Gianni Versiglioni e Silvia Silvi.
Il sogno Il sogno della Fondazione rimane quello di trasformare il Turreno, dichiarato bene da tutelare da parte del Ministero, in una casa della musica. La bocciatura del progetto che avrebbe dovuto portare alla realizzazione di un garage e di una paninoteca è una buona notizia per Ambroglini e soci che ora bussano alla porta delle istituzioni: «A loro chiediamo cosa vogliono fare. Leggo che la Fondazione Cariarte è interessata a investire, senza dimenticare che ci sono i fondi strutturali dell’UE. A questo punto i soggetti interessati si devono esprimere». L’altro sogno poi è quello di trasformare la casa di Piazzoli all’Isola Maggiore con annesso anfiteatro nella sede istituzionale della Fondazione.
Progetti Tra i «progetti musicali unici» ai quali la Fondazione vuol dare vita c’è anche il duo tra John Hassell e Paolo Fresu, in programma per l’8 dicembre ma che è saltato a causa dei problemi di salute del musicista statunitense. In cartellone c’è un concerto inaugurale della Fondazione, uno a fine gennaio dove riunire tutta la scena beat perugina degli anni Sessanta e uno conclusivo della raccolta fondi con artisti amici di Piazzoli.
Twitter @DanieleBovi
