Enrico Rava (foto F. Troccoli)

Via alla dodicesima edizione dello Young jazz festival di Foligno, che proseguirà fino a domenica 16. L’apertura, in programma mercoledì alle 21 allo Spazio Zut, è un omaggio a Enrico Rava con la proiezione in anteprima del film documentario Enrico Rava. Note necessarie, diretto dalla regista Monica Affatato. Ad anticiparlo sarà un breve live set dello stesso Rava accompagnato dal chitarrista Francesco Diodati e da un’introduzione del critico musicale Enrico Bettinello. Il docufilm uscirà nelle sale cinematografiche italiane entro la fine dell’anno. Per la sua dodicesima edizione il festival, all’insegna del tema Footprints, propone una line-up che allinea alcuni dei più talentuosi e amati giovani musicisti italiani.

Gli appuntamenti di giovedì  La direzione artistica è sempre di Giovanni Guidi che, con il patrocinio di Umbria Jazz, per la seconda giornata ha messo in cantiere un programma dedicato all’esplorazione del rapporto tra la musica e altri luoghi o discipline. Due lavori realizzati in collaborazione con Déjà Donné nell’ambito del progetto Sounding che esplorano il rapporto tra jazz e danza. Alle 19 e alle 22 negli spazi dell’ex Tipografia Lucia Guarino col sassofonista David Brutti presentano Décalage-cadute di stile, che propone una riflessione sulla nudità intesa come privazione e svuotamento.  A Palazzo Candiotti, invece, Fabritia D’Intino e il batterista Federico Scetti alle 19.30 e alle 22 presentano Wannabe che sollecita un’analisi sul rapporto tra danza e musica nella cultura contemporanea.

Dimitri Grechi Espinoza all’Oratorio del Crocifisso Gli appuntamenti della seconda giornata proseguono all’Oratorio del Crocifisso dove alle 21 è in programma Oreb del sassofonista Dimitri Grechi Espinoza. Le musiche sono il frutto dello studio che il musicista conduce da molti anni sul rapporto fra suono e spazio sonoro e sul suo significato spirituale. Iniziata nel meraviglioso Battistero di Pisa, questa avventura prosegue in altri luoghi del sacro, architetture sonore perfette per il compito che si è preposto come musicista di quest’epoca: anche l’esplorazione dello spazio sonoro dell’Oratorio del Crocifisso a Foligno contribuisce così a riportare la musica alla sua originaria funzione di “dialogo” con il Sacro, nel quale superare differenze di credo, distanze culturali e incontrare se stessi e gli altri nella conoscenza dell’unità che lega l’intero ordine cosmico.

Hobby Horse con Rocketdine A chiudere la seconda giornata è il trio Hobby Horse con Rocketdine attesi negli spazi Caritas di Foligno dell’Arca del Mediterraneo. Qui il sassofonista e clarinettista Dan Kinzelman, il contrabbassista Joe Rehmer e il batterista Stefano Tamborrino, che nel giro di pochi anni si sono meritatamente guadagnati un posto di rilievo nel giovane jazz italiano, presenteranno il loro ultimo album. In Rocketdine il trio innesta suggestioni aliene fatte di elettronica e synth con momenti di energia quasi rock ad alcuni spaesamenti amniotici da cui affiora la bellezza melodica del sassofono di Kinzelman. Mescolando un senso melodico delicato e sottile, dinamiche esplosive ed un interplay pressoché telepatico, Hobby Horse ha sviluppato un suono profondamente originale, frutto di un percorso di ricerca intrapreso già dalle prime performances del 2010.

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