Gli organizzatori Arianna Ciccone e Chris Potter con la presidente Catiuscia Marini e il sindaco Andrea Romizi

di Iv. Por.

Dal fondatore della ong Open Arms al figlio di Daphne Caruana Galizia, dai sopravvissuti della strage di Parkland ai reporter di guerra. Poi il ritorno di Roberto Saviano, Marco Travaglio, Lirio Abate, il nuovo direttore di Repubblica Carlo Verdelli. E, ancora, l’appuntamento fisso con Propaganda Live. È questo e molto altro il Festival internazionale del giornalismo, che si terrà a Perugia dal 3 al 7 aprile, come sempre con tutti gli eventi a ingresso gratuito e in live streaming.

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Metà donne Il parterre è ricchissimo. Si va dal presidente della Camera, Roberto Fico, al presidente dell’Anac, Raffaele Cantone e agli altri magistrati Nino Di Matteo, Federico Cafiero De Raho (procuratore nazionale antimafia), Nicola Gratteri. Ma anche l’astronauta Samantha Cristoforetti. Confermata all’ultimo minuto la presenza del vincitore del festival di Sanremo Mahmood. Ma tra gli oltre 600 speaker in 300 eventi, l’organizzatrice Arianna Ciccone sottolinea soprattutto un dato: «Finalmente siamo arrivati a un passo dall’avere metà degli speaker donne, siamo al 49 per cento, prossimo obiettivo è raggiungere e superare il 50 nel 2020».

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Migrazioni Si parlerà molto di migrazioni. Il reporter freelance Agus Morales ne parlerà dopo aver seguito il fenomeno in tutto il mondo. National Geographic proietterà in anteprima un reportage nato dalla fotografia simbolo di Massimo Sestini su un barcone di migranti: alcuni sono stati rintracciati e intervistati. Sarà presente anche il sindacalista e attivista Aboubakar Soumahoro, così come il fondatore di Open Arms, Oscar Camps, che «ci racconterà cosa significa salvare le vite in mare», ha rimarcato Ciccone. Mentre il cantautore Niccolò Fabi presenterà il documentario ‘A casa loro’ girato in Africa.

Libertà e Ddl Pillon «La libertà di informazione e la democrazia non sono affatto scontate – ha affermato Ciccone -. Tanti giornalisti vivono sotto scorta o hanno subito attentati». Come Federico Ruffo, con cui si parlerà di infiltrazioni della criminalità organizzata nelle curve, insieme a Ivan Zazzaroni. «Ma anche – ha aggiunto – che vengano messi in discussione diritti acquisiti nei decenni dalle donne. E allora avremo aggiornamenti sullo sviluppo del movimento #metoo così come si discuterà del ddl Pillon che fanno bene a chiamare ‘coso’ in quanto andrebbe cancellato». Anche la leader delle Femen Inna Shevchenko sarà al festival.

Armi nel mirino Sempre di stretta attualità il tema dell’uso delle armi. «Due dei reduci di Parkland ci parleranno del loro movimento – ha sottolineato Arianna -: non si sono mai fermati dopo la strage con 17 morti. Chiedono di limitare l’uso delle armi in America e grazie a loro sono partite iniziative legislative in vari Stati». E così due grandi fotoreporter di guerra Paul Conroy e Nicole Tung.

Sponsor e filantropi Confermati i main sponsor Google e Facebook, insieme ad altri sponsor del calibro di Commissione europea, Amazon, Coca Cola, Nestlè, Sky e Unipol con in più l’assegno del filantropo Craig Newmark che, per la prima volta, sostiene un evento fuori dagli Usa.

Libertà a rischio Tra i sostenitori istituzionali, in primis la Regione che organizzerà diverse iniziative, anche sul turismo.«Oggi più che mai – ha detto la presidente Catiuscia Marini – l’informazione è una delle componenti strutturali della democrazia nel mondo. La dilagante disinformazione richiama la necessità di fare informazione corretta. Ma neppure la libertà di informazione è acquisita una volta per sempre, anche in seno alle democrazie. L’Europa, e anche l’Italia, vive oggi la contraddizione che in alcuni paesi contrasta con la libertà di informazione anche nel servizio pubblico». Il sindaco Romizi, invece, si è soffermato sull’importanza acquisita dal festival. «Perugia sarà protagonista nel mondo. Verranno toccati tanti temi fondamentali del dibattito attuale. Il festival nel tempo si sta affermando come il primo media event nel mondo».

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