Esperti dell’Università di Perugia e del Cnr, ma anche del Laboratorio di Diagnostica di Spoleto per analizzare le undici opere di Jackson Pollock della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Intre giorni, martedì 11 a venerdì 14 giugno, i dipinti dell’artista americano custoditi nel museo saranno oggetto di approfonditi studi scientifici da parte del Molab, laboratorio mobile per le indagini non invasive sulle opere d’arte, che partecipano al primo progetto internazionale di analisi.
Il team di ricercatori Al progetto di analisi delle opere partecipano curatori, conservatori e scienziati, oltre al Molab e allo staff della Collezione Peggy Guggenheim, del Getty Conservation Institute di Los Angeles, del Solomon R. Guggenheim Museum di New York, del Seattle Art Museum, dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e del Laboratorio di Diagnostica di Spoleto. Il progetto di ricerca è coordinato da Luciano Pensabene Buemi, conservatore della Collezione Peggy Guggenheim e da Carol Stringari, conservatore capo del Guggenheim Museum di New York.
Le analisi «Sui dipinti di Pollock – ha spiegato Costanza Miliani dell’Istm del Cnr e coordinatrice del laboratorio – effettueremo le analisi elementare (fluorescenza a raggi X) e molecolare (spettroscopia Raman, FTIR, fluorescenza UV-vis), puntuale e di immagini per analizzare i colori utilizzati dall’artista, riflettografia multispettrale VIS-NIR con lo scopo di studiare la tecnica pittorica adoperata e lo stato di conservazione delle opere».
I lavori precedenti Prima di Pollock, il Molab ha analizzato, tra le altre opere, la Vergine delle Rocce alla National Gallery di Londra, la Madonna Litta e Madonna Benois all’Hermitage di San Pietroburgo dipinti da Leonardo, la Lamentazione su Cristo Morto di Bronzino al Musee des Beaux Art et Archeologie, di Besancon, la Pala Baglioni di Raffaello (Galleria Borghese, Roma) ed opere di Paul Cezanne, Pierre-Auguste Renoir (Courtauld Institute of Art di Londra) Vincent Van Gogh (Otterlo Museum), Pablo Picasso (Musee Picasso, Antibes).
