L'incontro con Vila-Matas

di Dan. Bo.

Un racconto non del tutto vero, bensì verosimile; un romanzo che è anche un diario di viaggio, un viaggio a Kassel, dove ogni cinque anni si tiene un’importante fiera di arte contemporanea, per parlare di arte e di vita. Venerdì sera è stato presentato alla sala dei Notari, in anteprima e in esclusiva nazionale nell’ambito della seconda edizione di Encuentro, il festival delle letterature in lingua spagnola, «Kassel non invita alla logica», il nuovo romanzo di Enrique Vila-Matas. «Un romanzo – ha detto il giornalista Giovanni Dozzini che ha moderato l’incontro – impossibile da raccontare, con un autore immerso in una città piena di installazioni di arte contemporanea; un pretesto per ragionare sull’arte, sul rapporta tra arte e vita e tra arte e morte. È una summa del suo approccio metaletterario alla narrativa».

Il libro La trama parla di uno scrittore che viene invitato a partecipare a «Documenta», quella che è la più grande mostra di arte contemporanea organizzata nella città tedesca di Kassel. Per alcuni giorni, ogni mattina, dovrà sedersi all’interno di un ristorante cinese poco distante dal luogo di «Documenta» e mettersi a scrivere, mentre gli spettatori potranno avvicinarsi e fargli domande su quanto sta scrivendo. A fare la proposta, attraverso una telefonata, è una donna che lo convince a prendere l’aereo per Kassel prospettandogli la possibilità di capire «il mistero dell’universo», ovvero, «il senso ultimo della vita». «E niente più che scrivere di fronte a qualcuno – racconta l’autore – mi fa orrore».

TUTTO IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL

L’avanguardia Vila-Matas ha ricordato l’edizione del 1972: «Allora – racconta – era l’avanguardia per eccellenza, fui invitato a partecipare ma alla fine non andai; però la mostra l’ho visitata e così, nel libro, narro di quello che mi sarebbe potuto successo se veramente fossi andato. Sono stato lì per poi scrivere qualcosa di più verosimile, perché il lettore deve credere a quello che sta leggendo altrimenti il libro ha fallito». Un Vila-Matas che dentro la definizione di metaletterario ci si ritrova a suo agio: «Non mi infastidisce questa definizione – ha detto – perché arrivo dalla terra di Cervantes».

Il programma Per quanto riguarda invece la giornata di sabato, il festival è partito, alle 11.30 nei nuovi spazi di Umbrò, con un incontro sull’eredità lasciata da Gabriel Garcia Marquez. Paco Ignacio Taibo II e Jorge Volpi hanno incontrato alcuni ragazzi di una scuola perugina e hanno risposto alle loro domande. Al Postmodernissimo alle 16 invece «Dove va il mondo?», incontro con Martin Caparròs, Ignacio Martinez de Pisòn e Andres Neuman. Alle 21.15 infine protagonista sarà «Il giallo nel XXI secolo», tema di cui discuteranno, al teatro Morlacchi, Carlo Lucarelli, Leonardo Padura Fuentes, Paco Ignacio Taibo II e Bruno Arpaia.

Twitter @DanieleBovi

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.