La candidatura di Perugia 2019 a capitale europea della cultura ospite di un evento speciale inserito nel programma del Corciano Festival. Domenica 11 agosto nell’ambito de ‘I Salotti de l’Umbria del Cuore’ alle 18,30 in piazza Coragino si terrà l’incontro «Perugia 2019, con la terra di San Francesco e l’Umbria».
Premi per Argano e Colasanti Partecipano Lucio Argano, direttore organizzativo Perugia 2019 e Arnaldo Colasanti direttore artistico, i quali riceveranno il premio ‘L’Umbria del Cuore’, per aver scelto il ‘cuore verde d’Italia’ come sede di lavoro, dedicandosi con passione alla progettazione della candidatura di Perugia quale Capitale europea della cultura 2019. Protagonisti dell’evento anche Andrea Cernicchi, assessore alla Cultura del comune di Perugia, Antonio Lubrano giornalista e conduttore televisivo e l’attrice perugina Isabella Orsini.
L’evento L’Umbria del cuore è una creazione del Corciano Festival, che rende omaggio alle numerose, illustri personalità che hanno scelto la nostra regione come propria abituale residenza o come sede di lavoro o di vacanze, eleggendola a seconda terra natale. Il format è ambientato nei suggestivi spazi del centro storico di Corciano; gli ospiti raccontano le motivazioni del proprio legame con la terra umbra, in un’interessante e piacevole conversazione con colleghi e giornalisti, spesso svelando lati meno noti della loro esperienza professionale e di vita. Una ‘felice immigrazione’ dunque, che da una parte attribuisce lustro e notorietà all’Umbria in virtù, anche, di queste significative presenze e, dall’altra, contribuisce allo sviluppo della vita culturale, artistica, scientifica e letteraria del territorio.
Per la serata teatrale, La Mandragola di Macchiavelli La serata del festival prosegue alle 21,30 con la Mandragola di Niccolò Macchiavelli, una commedia da palco per maschere, suoni e immagini del Perugino per la regia di Maurizio Schmidt. In caso di maltempo l’evento si svolgerà al teatro della Filarmonica. «Perché la vita è brieve e molte son le pene, dietro alle nostre voglie andiam passando» è la battuta iniziale della Mandragola di Niccolò Machiavelli, una delle commedie che fondano il teatro moderno in lingua italiana. Famosissima già nella sua epoca, la sua data di scrittura (fra il 1513 ed il 1518) è praticamente coeva della pala del Perugino; il quale conosceva assai bene il contesto culturale fiorentino in cui essa era nata, il mondo in essa rappresentato e le corti in cui essa fu presentata. La scanzonata rappresentazione che si propone è quella giullaresca di palcoscenico con musicisti dal vivo e proiezioni di dipinti di Pietro Vannucci, che in questo caso agiranno da contraltare rispetto al mondo ipocrita e falsamente religioso intorno al quale si muove la giostra della Mandragola; valga a giustificare questa suggestione il fatto che il famoso bozzetto di scenografia per la prima rappresentazione della commedia che fu a lungo attribuito a Piero della Francesca, rappresentava la prospettiva di una piazza con al centro una chiesa. Un caso unico nel teatro dell’epoca.
