Presentato a Perugia il libro 'Comunicare da leader'
'Comunicare da leader', la presentazione

di Angela Giorgi

Social media contro carta stampata, dimensione privata che invade la pubblica piazza: saper comunicare in maniera efficace è diventato il fattore chiave per chiunque aspiri alla leadership, tanto in politica quanto nello spettacolo o nel business. Al centro del libro ‘Comunicare da leader. L’arte di convincere nell’era della post-verità’, di Maria Elena Capitanio e Andrea Di Cicco, le tecniche della comunicazione, il rapporto tra leader e audience, la fusione tra vecchi e nuovi media. Il libro è stato presentato martedì 14 maggio a Perugia presso Umbrò, in un dialogo tra gli autori, il ricercatore e comunicatore digitale Davide Astolfi, il presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria Roberto Conticelli, il professor Marco Mazzoni, sociologo della comunicazione presso l’Università degli studi di Perugia, l’onorevole Walter Verini e il giornalista Andrea Luccioli, nel ruolo di moderatore.

“Giornalismi”, storytelling e messaggio Migliorare la comunicazione personale è possibile: lo spiega il libro ‘Comunicare da leader’, grazie all’esperienza nel campo dei due autori e a una raccolta di interviste, citazioni e assaggi di argomenti “scomodi”, come il sesso e il potere. Se le recenti vicende politiche italiane hanno visto le strategie di comunicazione calcare la mano su alcuni aspetti, facendo leva su quell’approccio che è stato chiamato “populismo”, secondo gli autori «lo scenario politico attuale testimonia una leadership spaccata a metà». Una leadership bifronte, specchio della nuova fisionomia assunta dal potere nel suo alimentarsi e alimentare i mezzi di comunicazione. «Oggi non possiamo più parlare di “giornalismo” – spiega Roberto Conticelli – oggi ci sono i “giornalismi”»: a fronte di un giornalismo tradizionale che non rinuncia alla qualità del contenuto, ma sembra patire una perdita di aderenza alla natura sempre più liquida della realtà, gli innumerevoli canali di comunicazione digitale non solo riflettono e amplificano i messaggi, ma spesso arrivano a determinare le scelte comunicative dei leader. «Si sta attuando un processo per far sì che il leader sia sempre più simile all’uomo della strada – interviene il professor Mazzoni – Oggi prevale la dimensione dello storytelling: la narrazione passa attraverso il privato, che diventa pubblico». Convinto che la comunicazione non debba essere un elemento totalizzante della leadership o del potere politico, Verini chiede alla politica di fare i conti con due concetti assenti nei social media: radicalità dei principi e concretezza delle soluzioni. «La rete non aiuta il bisogno di profondità che serve ad affrontare problemi complessi: non esistono ricette facili per risolvere problemi difficili. Anche l’avversario ha un pezzo di verità – prosegue Verini – Il limite della rete sta proprio nella semplificazione, lampante nel caso delle fake news». Tema fondamentale della comunicazione deve quindi essere il futuro, la fiducia, «con la consapevolezza che è il messaggio che conta, oltre che il mezzo».

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