Tartufo bianco protagonista

di Barbara Maccari

Trentasei edizioni all’insegna delle eccellenze alimentari, le ultime arricchite dallo spettacolo della cucina: questa la carta di identità della mostra del tartufo bianco di Città di Castello, nelle piazze del centro storico tifernate da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre. Tre giorni dedicati al tartufo ed ai prodotti del bosco.

Logistica «Torniamo con l’evento che sintetizza e mette in luce le autentiche risorse del territorio, che stanno alla enogastronomica di qualità ma anche all’arte nell’anno di Burri centenario e alla cultura con una rosa di iniziative spalmate tra ottobre e dicembre – ha dichiarato l’assessore al commercio Riccardo Carletti – questa edizione della mostra avrà alcune variazioni nella logistica, tenendo conto dei lavori di piazza Gabriotti, per cui avremo una tecnostruttura più grande ed affollata in piazza Matteotti».

Costo alto Prezzo del tartufo che quest’anno è alle stelle, dai duemila fino a toccare i quattromila euro al chilo, come ha spiegato Mauro Severini, commissario della comunità montana Alta Umbria – «La quantità è scarsa ma la qualità è elevata, il prezzo è altissimo, a differenza dello scorso anno, e la pezzatura è piccola. La Mostra è diventato oramai un appuntamento classico ed un veicolo attraverso il quale far conoscere Città di Castello e l’Alta Valle del Tevere».

Nuova legge Un appello alla tutela del tartufo lo ha lanciato l’associazione dei tartufai, con il presidente Antonio Bicchi: «La trifola sta diventando anche a causa dei cambiamenti climatici un prodotto sempre più esclusivo anche se il nostro territorio ha mantenuto un ecosistema sufficientemente integro a salvaguardare il tartufo. Raccoglitori e agricoltori conoscono ogni segreto della trifola e questa sapienza antica ha permesso di tutelare le condizioni, che facilitino la nascita di questi particolari e prelibati funghi. C’è bisogno però di una nuova regolamentazione e di una nuova legge che metta tutti gli attori della filiera in grado di lavorare nel giusto modo».

Programma Tre saranno i mercati dei sapori: quello del tartufo, in largo Gildoni, quello dell’Italia, in piazza Matteotti, quello del territorio, sotto il loggiato Gildoni. Quattro saranno invece i saloni, da quello del vino a quello dell’olio, da quello sulle biodiversità (verranno riproposte varietà di legumi e cereali come il ‘fagiolino piattello’ che sono andate perdute nel tempo) al concorso per hobbisti dell’olio. Ci sarà anche un laboratorio che coinvolgerà i bambini dai 6 agli 11 anni (a cura della Confcommercio) dove i ragazzi potranno imparare a cucinare in maniera genuina il ‘panino tartufino’ assieme ai genitori.
Tartufo e non solo Non mancherà il classico appuntamento con lo showcooking che coinvolgerà esperti e cittadini intorno ai fornelli, ci saranno i mercati con i produttori, le gare di ricerca di tartufi con i tartufai ed i loro cani, le degustazioni che accompagneranno il visitatore attraverso itinerari culturali e spettacoli, con mostre itineranti, musica, teatro e letture. Domenica alle 11 si terrà anche il convegno ‘Cibo e salute’ a cura di Aicoo E Confraternita dell’olivo e dell’olio dell’alta valle del Tevere.

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