di Barbara Maccari
Goran Bregovic, nato a Sarajevo da padre croato e madre serba è un cittadino del mondo, musicista dallo spirito gitano, ma con nelle vene il rock’n’roll. Giovedì si esibirà per la prima volta a Città di Castello durante il Festival delle Nazioni, nella splendida location di parco Vitelli, già sold out. Sarà accompagnato dai fiati gitani e dalle voci bulgare della sua ormai celebre Wedding&Funeral Band, nell’ambito del tour ‘If you don’t go crazy, you’re not normal!’perchè il motto è: «Chi non diventa pazzo non è normale».
Rapporto con Kusturica Mescola folk balcanico e sonorità occidentali, elettronica e ritmi sfrenati, ha sfondato in Europa con le colonne sonore dei film del suo concittadino di Sarajevo Emir Kusturica, dal «Tempo dei Gitani» a «Underground». I bene informati dicono che il rapporto tra i due si sia però inclinato e infatti Bregovic appare freddo quando gli si chiede del suo rapporto col cinema: «La vita è breve, ho una certa età e non sono un buon compositore di colonne sonore per film – ha spiegato nel pomeriggio di giovedì durante l’incontro con la stampa in un italiano disinvolto – quello che ho realizzato fa parte della mia biografia ma ora ho voltato pagina».
IL PROGRAMMA DELL’EDIZIONE 2015
L’Italia Ha l’aria di un tipo tranquillo, sicuro di sé. Le sue composizioni, mix di folk balcanico e raffinata tecnologia, hanno contagiato l’Europa, ma ha cominciato con il rock e appena 18enne si è trasferito in Italia, a Napoli, per una anno: «Sono innamorato del vostro paese, chi non lo sarebbe con tante meraviglie! Quando a 18 anni vedi Positano per la prima volta è come essere in paradiso. Mentre venivo a Città di Castello mi hanno detto che questa è la città dove è nata Monica Bellucci, avete la vostra star!».
FESTIVAL, LA SERATA D’APERTURA
Origini Bregovic ha contribuito in modo eccezionale a diffondere la musica balcanica estrapolandola dal suo scenario autoctono e locale, rendendola musica del mondo, con il suo pittoresco e vivace carrozzone di strumenti e sonorità, con i racconti che rievoca e l’energia che sprigiona, la sua aria allegra si incrina un po’ quando parla della sua terra d’origine, c’è una vena di nostalgia nella sua voce quando rievoca la Sarajevo di quei giorni, così lontana dalla città-fantasma del dopoguerra: «L’intenzione della guerra è quella di distruggere le infrastrutture culturali, a Sarajevo per fortuna si è riusciti a conservarne un po’, nonostante le bombe e le difficili convivenze».
Profughi Proprio dall’esperienza di chi ha vissuto la guerra in prima persona, Bregovic è intervenuto sulla spinosa questione dei profughi in arrivo in tutta Europa: «La Macedonia, la Serbia, sono piccoli paesi che non sanno e non possono gestire tutta questa gente, è una guerra tra poveri. Il mondo ricco ha prodotto questi modelli, quando hanno bombardato la Libia o l’Afghanistan pretendendo di costruire la democrazia in un giorno in dei territori così difficili, non avevano calcolato queste conseguenze. È tutta colpa della politica irresponsabile, non vedo una soluzione nell’immediato».
Vestito bianco Bregovic, che sul palco sale sempre vestito di bianco spiega che «è un colore un po’ fashion, tra i capi delle bande gitane, del tipo ‘Io sono un po’ più elegante degli altri’ e poi mi da di più l’idea della festa. Perché per me suonare è una festa. Se mi chiedi cosa voglio fare alle nove di sera, io ti rispondo suonare con la mia band sul palcoscenico, perché io mi diverto, mi diverto a suonare con loro, e poi il palcoscenico è il posto più adatto per bere, e io bevo solo sul palcoscenico».
Musicisti italiani Goran Bregovic vanta nella sua carriera numerose collaborazioni con gli artisti più acclamati e talentuosi della scena musicale internazionale, ha calcato palchi importanti e prestigiosi, in Italia c’è cresciuto e recentemente è stato uno dei protagonisti del concerto del Primo Maggio a Roma, ma ricorda con piacere anche le altre collaborazioni: «Carmen Consoli, Celentano, Samuele Bersani a Sanremo, tutti grandi artisti, quando mi chiamano dall’Italia sono sempre disponibile». L’artista sta lavorando anche ad un nuovo album tra una tappa del tour ed un’altra: «Uscirà per la fine dell’anno e il titolo sarà “Tre lettere da Sarajevo”. Il titolo prende ispirazione da un concerto per violino e due orchestre che ho scritto nel 2006».
