di D.B.
Tra una decina di giorni il Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Alberto Burri potrebbe vedere la luce. A poco più di due mesi dal via ufficiale alle celebrazioni infatti, mancano ancora i nomi del comitato che il ministro Dario Franceschini aveva promesso di fare entro ottobre. Tre membri dovrebbero essere scelti da palazzo Chigi, altrettanti dal ministero dei Beni culturali e uno ciascuno da Regione, Comune, Provincia e Fondazione Burri. La novità di queste ore riguarda il fatto che tutti gli enti, dalla Regione alla Fondazione passando per Provincia e Comune, stanno individuando i papabili da comunicare al Ministero. Istituito con la legge che ha visto come primo firmatario il deputato Pd Walter Verini, il Comitato (i cui membri non percepiranno emolumenti) dovrà coordinare le iniziative, promuoverle e valutarne eventualmente di nuove e predisporre il programma, già in fase molto avanzata.
Il restauro Quel che è certo poi è che Perugia nell’anno in cui si festeggerà il centenario riceverà un bel regalo. Grazie all’associazione «Amici dell’arte contemporanea» in cui figurano imprenditori, professori e intellettuali il «Grande nero» di Alberto Burri, donato dal maestro al Comune di Perugia nel 1980, verrà restaurato nel 2015, in tempo per il via ai festeggiamenti. Grazie a una ditta privata, la Cancellotti di Maurizio Mariotti, sul piatto verranno messi 15 mila euro per rimettere in funzione il motore dell’opera, ripulirla e dotarla di una cartellonistica adeguata, sottraendola così all’abbandono e restituendole nuova vita e visibilità. «È una buona notizia – commenta il consigliere comunale Pd Tommaso Bori – quella del restauro del Grande Nero, una delle opere più imponenti e misteriose di Burri, macchina cinetica scultorea esposta in mostra permanente alla Rocca Paolina di Perugia».
Bori «Già lo scorso anno ho sollecitato – aggiunge -, attraverso l’approvazione unanime di una mozione dedicata alla figura di Burri ed al restauro del Grande Nero, la delimitazione dello spazio limitrofo all’opera d’arte troppo spesso ostaggio di bancarelle e prigioniera di poster pubblicitari appesi con lo scotch, chiedendo inoltre la sistemazione del motore interno, l’adeguamento dell’illuminazione e la predisposizione di una cartellonistica con segnali e targhe che fosse chiara e permanente». «Spero – conclude – non rimanga un’iniziativa isolata nella nostra città, oggi più che mai c’è bisogno di far conoscere la figura di Burri e la sua personalità di profondo respiro internazionale». Le polemiche però intorno al centenario non mancano.
Twitter @DanieleBovi
