Botero (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

«Ho sempre sentito parlare del Festival di Spoleto ed è per me un grandissimo onore essere qui oggi». Queste le prime parole di Fernando Botero, il maestro colombiano che ha firmato il manifesto del Due Mondi e tagliato il nastro alla mostra dei suoi gessi allestiti in una suggestiva mostra a Palazzo Comunale.

Botero a Spoleto: «Grande onore essere qui oggi» Accompagnato dalla moglie, la scultrice Sophia Vari, e accolto dall’ambasciatore colombiano italiano Juan Sebastián Betancur Escobar, dal sindaco Fabrizio Cardarelli, dal direttore artistico Giorgio Ferrara e dal presidente del consiglio comunale Giampiero Panfili, Botero si è accomodato a Palazzo Mauri dove ad attenderlo c’erano un centinaio di persone. Qui il celebre artista ha raccontato di essere «molto legato all’Italia, in particolare a Firenze e Pietrasanta dove erano custoditi i gessi, che sono il vero pezzo originale delle sculture perché – ha detto – senza non è possibile fare i bronzi». La selezione delle opere in mostra a Spoleto è la stessa già ospitata ad Assisi e Parma, uniche città a cui sono stati affidati i gessi di Botero dall’organizzatore e ideatore Zeno Zuccheddu.

BOTERO A SPOLETO: FOTOGALLERY

Cardarelli: «Soddisfazione immensa» Botero, poi, di fronte ai complimenti di alcuni presenti per i successi sportivi realizzati dai ciclisti colombiani ha scherzato: «Essere al Festival di Spoleto è un po’ come vincere il Giro d’Italia o il Tour de France». Il maestro colombiano ha usato sempre l’ironia per rispondere alle sollecitazioni di chi, ricordando la mostra Sculture in città organizzata nel 1962 da Giovanni Carandente, gli chiedeva se fosse disponibile a lasciare un’opera a Spoleto: «Abbiamo qualcosa nel bagagliaio dell’auto?». Per il sindaco Fabrizio Cardarelli la presenza di Botero in città «è motivo di grande soddisfazione e un ringraziamento va anche all’ambasciata che con generosità ci ha assistito in questa operazione».

Ferrara: «Manifesto di Botero interpreta al meglio il Festival» Entusiasta anche il direttore del Due Mondi Ferrara: «Credo – ha detto – che in 58 anni di storia del Festival di Spoleto il manifesto da te firmato sia quello che meglio ha interpretato il senso della nostra manifestazione». Tra decine di persone Botero e tutte le autorità si sono quindi spostate in via Saffi, da cui si accede alla mostra, accolti dalla Banda musicale di Spoleto che ha eseguito l’inno colombiano e italiano, prima del taglio del nastro e dell’apertura delle porte.

Mostre di Palazzo Collicola per il Due Mondi Sabato mattina, invece, a Palazzo Collicola, il direttore Gianluca Marziani ha presentato gli artisti in mostra cominciando da Emanuele Giannelli che a Spoleto per il Due Mondi ha portato sculture «dalla grande consapevolezza anatomica con forme classiche che però aprono una riflessione contemporanea con la scienza e la bioetica portandoci in viaggio – ha detto Marziani – in una dimensione accattivante e sensoriale». Nel polo delle arti visive anche 65 opere che Salvatore Emblema, deceduto nel 2006, ha realizzato nella propria casa di Terzigno ai piedi del Vesuvio «utilizzando lava, terra e la luce di campagna, un grande artista del secondo dopoguerra – sono state le parole del direttore – che si sta riscoprendo e a cui la storia risconoscerà la grandezza che merita». A Palazzo Collicola anche il progetto dell’attrice Camilla Filippi, la trasformista di Instagram dove ogni mattina col proprio corpo praticamente narrante ricostruisce personaggi differenti accompagnati, in mostra, da un testo didascalico.

MOSTRE DI PALAZZO COLLICOLA: FOTOGALLERY

Marziani: «Palazzo Collicola vivo e umano» Sempre nell’edificio storico anche i lavori di Matteo Peretti, Andrea Boldrini, Danilo Santinelli, Federico Moretti: «Ancora una volta abbiamo interpretato Palazzo Collicola come un corpo umano, vivo, utilizzando il principio assoluto del mimetismo per allestire le opere nel piano nobile, ad autunno oltre ai 16 mila metri quadrati del palazzo, potremmo contare anche sul cortile esterno che trasformeremo nel giardino delle sculture». All’opening delle mostre realizzate da Due Mondi e Comune di Spoleto, anche il direttore artistico del Festival, Giorgio Ferrara: «È il sesto anno che lavoriamo insieme a Gianluca che continua a fare un lavoro straordinario, come straordinarie sono queste nuove mostre, importantissime per il Due Mondi». A Palazzo Collicola anche il sindaco Fabrizio Cardarelli: «Non potevano naturalmente mancare le mostre di Marziani che sta facendo crescere questo luogo giorno dopo giorno, con visitatori sempre in crescita, siamo molto entusiasti per il Festival in generale, non credo che ci sia mai stato un livello così alto di coinvolgimento tra la città e la manifestazione».

SCONFINAMENTI#3: FOTOGALLERY

Sconfinamenti#3 di Bonito Oliva alla Rocca Sabato mattina taglio del nastro anche per Sconfinamenti#3 allestita alla Rocca Albornoziana e curata da Achille Bonito Oliva. Ad accogliere il pubblico una performer nuda, vestita soltanto di un paio di slip, che seguendo musiche e immagini proiettate si veste, cambiando però scarpre continuamente. La rassegna giunta alla terza edizione continua l’esplorazione di intrecci e contaminazioni tra i vari linguaggi dell’arte contemporanea, indaga il rapporto tra immagine e suono con gli artisti Antonio Biasiucci, Peter Bottazzi, Marco Delogu, Laura Ferrari, Mimmo Jodice, Luisa Menazzi Moretti, Luciano Romano, Linda Salerno, Elena Morando. Di fronte al direttore Ferrara, alla mecenate Carla Fendi e Dino Trappetti e a ospiti di eccezione come Michail Baryshnikov accompagnato da Bob Wilson, Emmanuele Francesco Maria Emanuele e Nicoletta Orsomando ha affermato: «Con Sconfinamenti#3 musica e installazione si fondono con le performance di scena in questa fantastico spazio che il sindaco ci ha voluto ancora concedere, ma devo ringraziare – ha detto Bonito Oliva – anche Carla Fendi senza la quale non si cantano più neanche le messe».

Ritorno alle Fonti per Leoncillo Nel tardo pomeriggio di sabato, infine, è stata inaugurata anche la mostra per il centenario dalla nascita dell’artista spoletino. Nel suggestivo scenario del Clitunno sono state allestite quattro sculture del periodo informale, provenienti dal Palazzo Collicola e dalla collezione Sargentini, storico conservatore delle opere di Leoncillo. Le opere Affinità patetiche, San Sebastiano I e II sorgono sull’isolotto del Clitunno, specchiandosi nelle acque che l’artista spoletino amava, tanto da progettare qui già nel ’62 una mostra

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One reply on “Botero a Spoleto per la sua mostra al Due Mondi: «Grandissimo onore essere qui»”

  1. Terzigno, la patria del maestro Emblema, è ai piedi del Vesuvio.. non dell’Etna.

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