La «firma» di Giotto sulla cappella di San Nicola (foto F.Troccoli)
La «firma» di Giotto sulla cappella di San Nicola (foto F.Troccoli)

E’ stato il ministro per i Beni e le attività culturali, Lorenzo Ornaghi, ad inaugurare giovedì mattina la Cappella di San Nicola della Basilica di San Francesco d’Assisi, affrescata da Giotto, l’ultima ad essere restaurata dopo il sisma del 1997. «Si tratta – ha sottolineato il ministro – di una pagina antichissima ma allo stesso tempo nuova». «La mia presenza oggi qui – ha detto Ornaghi – è la testimonianza di come tutta la comunità nazionale da sempre segue Assisi e i francescani del Sacro Convento. Continuerà l’impegno costante del ministero su questo patrimonio artistico, perché tutto ciò che è possibile fare in meglio deve essere fatto. Nelle convinzioni sociali più solide c’è ormai la consapevolezza che la cultura è davvero un bene comune, un bene pubblico e, soprattutto, l’elemento di speranza concreta per il domani».

La «mano» di Giotto La «mano» di Giotto, presente nella cappella di San Nicola, è stata riconosciuta da studiosi come Miklos Boskovits (1981), Giorgio Bonsanti (1983) e Bruno Zanardi (2002), che indipendentemente hanno attribuito all’artista l’esecuzione del trittico sopra il monumento, alcuni busti di santi negli sguanci dei finestroni, parte degli episodi di Deodato e la figura del Redentore sopra l’ingresso. Una importante scoperta è stata fatta nella fase del ritocco finale all’altezza del trittico sopra l’altare, dove è stata ritrovata una «firma» probabilmente riconducibile alle iniziali di Giotto, compito ora degli storici di codificare la lettere.

E A PERUGIA TORNA L’«ANNUNCIAZIONE RANIERI» DEL PERUGINO

Il restauro Il restauro degli affreschi era iniziato nel 2010 in concomitanza con la mostra «I colori di Giotto», nel corso della quale era stato montato un ponteggio all’interno della cappella per consentire ai visitatori una visione ravvicinata degli affreschi. Alla chiusura della mostra, i ponteggi non sono stati smontati e è iniziata una attentissima operazione di restauro, affidata al conservatore capo della basilica di Assisi Sergio Fusetti, che ha portato a uno splendido recupero dei colori, nascosti da uno spesso strato di polveri e di vernici ossidate.

FOTOGALLERY: LE IMMAGINI DELLA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE

L’appello dei frati Alla cerimonia inaugurale erano presenti, fra gli altri, monignor Gualtiero Bassetti, Presidente Conferenza Episcopale Umbra e Vicepresidente di quella nazionale, Claudio Ricci, Sindaco di Assisi, Fabio De Chirico, Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria e Elvio Lunghi, Docente di storia dell’arte Università per Stranieri di Perugia. «Noi francescani abbiamo fiducia nella Provvidenza. Proprio per questo rivolgiamo un appello perché chi ama l’arte e San Francesco affinché diventino, secondo la proprie possibilità, strumento della Provvidenza per aiutarci a custodire e trasmettere questo patrimonio inestimabile alle future generazioni», ha detto padre Giuseppe Piemontese, Custode del Sacro Convento di Assisi. «Senza l’aiuto di quanti hanno fatto e continueranno a fare – ha aggiunto – avremmo un bene culturale sulla via del degrado e noi saremmo tuttora privati dall’ammirare una così grande meraviglia come le Basiliche di San Francesco d’Assisi».

La cappella di San Nicola «La cappella di San Nicola – come ha spiegato lo storico dell’arte Lunghi – è un po’ la “Cenerentola” dei celebri affreschi di Assisi, per trovarsi in una posizione defilata negli itinerari di visita della basilica di San Francesco. Le pareti furono decorate con nove episodi della vita di san Nicola e con numerose figure di santi. Sulla parete d’ingresso fu dipinta l’Annunciazione e la miracolosa guarigione di un fanciullo compiuta da San Francesco. La storia dell’Annunciazione apre il ciclo di storie dell’infanzia di Cristo che decorano la volta del transetto nord. Se ne deduce che con la decorazione di questa cappella ebbe inizio il grandioso programma di rinnovamento della tomba di San Francesco, che portò ad Assisi i più importanti pittori italiani del tempo: il fiorentino Giotto, i senesi Pietro Lorenzetti e Simone Martini».

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