di Angela Giorgi
Con l’intervento di Achille Bonito Oliva ed Ernesto Galli della Loggia, chiamati a riflettere sul rapporto tra avanguardie artistiche e rivoluzioni politiche, si chiude mercoledì 16 novembre il ciclo di incontri ‘Arte e Potere’, organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e dalla Fondazione Cariperugia Arte. Presso la Sala delle Colonne di Palazzo Graziani (corso Vannucci 47, Perugia) si terrà alle 17.30 l’ultimo appuntamento in programma, dedicato alla connessione tra arte e rivoluzione, legate nella storia del Novecento dalla comune vocazione a determinare trasformazioni epocali.
Avanguardie artistiche e rivoluzioni politiche Sin dai primi anni del secolo, con le intuizioni e le sperimentazioni delle avanguardie artistiche e le rivendicazioni dei movimenti politici rivoluzionari, questo connubio ha contribuito a modificare gli statuti culturali, etici, politici del mondo moderno. Con il compito di esaminare le caratteristiche del rapporto tra avanguardia e rivoluzione e declinarne le manifestazioni storiche, relazioneranno due ospiti d’eccezione: Achille Bonito Oliva, critico d’arte, accademico, saggista, curatore e scrittore, esperto di transavanguardie e di movimenti artistici contemporanei, esaminerà i mutamenti messi in atto nel campo dell’arte; Ernesto Galli della Loggia, storico e giornalista italiano, analista del capitalismo e dell’imperialismo, tratterà invece l’argomento sotto il profilo della storia politica e delle idee.
Si conclude a Perugia il ciclo ‘Arte e Potere’ Con l’organizzazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e dalla Fondazione Cariperugia Arte, il ciclo d’incontri ‘Arte e Potere’ ha visto personaggi del mondo dell’arte e della cultura confrontarsi sul rapporto che da secoli lega tra loro queste due manifestazioni dell’approccio umano al mondo e alla storia. A partire dal 4 aprile scorso, attraverso lo sviluppo di sette incontri tematici e mettendo a confronto competenze disciplinari, professionalità e punti di vista molto diversi fra loro, ha preso vita un dibattito pubblico su un tema controverso ma affascinante, imprescindibile per comprendere tanto la realtà storica quanto le relazioni umane, sociali e politiche. Dal primo incontro ‘Relazioni Pericolose’ (4 aprile), in cui il legame tra arte e potere è stato interpretato dai coordinatori del ciclo Francesco Federico Mancini, Paolo Nardon, Alessandro Campi, il ciclo si è sviluppato grazie alle riflessioni sul rapporto tra architettura e totalitarismi nel Novecento (16 aprile) e sulla forme repubblicane di Firenze (24 maggio), fino ad approdare nella seconda parte dell’anno a incontri mirati dedicati a Hieronymus Bosch (21 settembre), alla connessione tra pittura olandese e borghesia mercantile (12 ottobre), al legame tra Leonardo da Vinci e il suo principe Ludovico il Moro (26 ottobre).
