di Francesca Mancosu
Era il 1514 quando Antonio da Sangallo Il Giovane – deus ex machina, fra l’altro, del Palazzo Farnese a Roma e della Fortezza Da Basso a Firenze – costruì Palazzo Farrattini, gioiello dell’architettura rinascimentale custodito nel centro di Amelia. Per festeggiare i 500 anni dalla sua edificazione, per tutta l’estate il palazzo ospiterà una serie di iniziative – fra convegni, visite guidate e mostre – e la rassegna di degustazioni enogastronomiche ‘Calici sotto la luna’, al via domenica 6 luglio.
Comitato per le celebrazioni A raccontare il calendario di eventi è Ettore Farrattini Poiani, erede della casata proprietaria del palazzo, che da qualche anno ospita una residenza d’epoca. «Abbiamo creato un comitato per celebrare i ‘nostri’ 500 anni in collaborazione con il Comune di Amelia, e con il patrocinio di Regione, Provincia di Terni, ambasciata di Francia e le aziende del territorio. Così, abbiamo dato vita a tre mesi di eventi che uniranno la valorizzazione storico-culturale all’intrattenimento».
Calici di luna Cinque domeniche, a partire dal 6 luglio, in cui le cantine di diverse regioni italiane – fra Marche, Umbria, Campania e Sicilia – presenteranno le loro migliori bottiglie in abbinamento alle pietanze della propria terra, condite però con l’olio extravergine prodotto nell’amerino. Ma la prima edizione di ‘Calici di luna sotto le stelle’, ospitata nel giardino di Palazzo Farrattini, accompagnerà le degustazioni, realizzate in collaborazione con ‘La Locanda del Conte Nitto’, con una serie di concerti jazz che avranno per protagonisti M&M Fabrizi, Latin songs, Two indigo, Jazzonduo e Take the blues.
Mostre, visite e conferenze In occasione delle celebrazioni, la dimora storica sarà allestita per raccontare la storia della sua costruzione, della famiglia Farrattini e di Amelia, con l’esposizione di immagini e documenti provenienti dalla collezione privata conservata nel Palazzo e dall’Archivio di Stato di Terni. Il 18 e il 19 luglio, in collaborazione con l’associazione ‘Oltre il visibile’, sono in programma due conferenze sugli affreschi e sulla lettura dei dipinti tenute dalla storica dell’arte Paola Mangia e dal professor Enrico Orti (Accademia delle Belle arti di Roma). Il 6 settembre, la chiusura del calendario di eventi sarà affidata al concerto dell’orchestra Canone Inverso, del gruppo Life in a Box e dei giovani musicisti diretti da Lorenzo Pizzuti e Lorenzo Cuzzucoli, con le videoproiezioni di Paul e Grazia Harden.
Il Palazzo Voluto dal vescovo Bartolomeo II Farrattini, commissario della Fabbrica di San Pietro, che lo commissionò ad Antonio da Sangallo il Giovane nella prima metà del Cinquecento, l’edificio dovette essere ritenuto già dai suoi contemporanei un capolavoro, ricordato anche nelle ‘Vite del Vasari’ come contemporaneo del Palazzo Farnese a Roma. Il disegno originale firmato dal Sangallo è oggi depositato negli archivi degli Uffizi a Firenze. Utilizzato da alcuni anni come residenza d’epoca, il palazzo di Amelia conserva pressoché intatti i suoi pavimenti originali, gli affreschi ed i soffitti a cassettoni. Nell’edificio è presente anche un camino monumentale che va riferito allo stesso Sangallo per la parte inferiore, poi rimodernato dallo scultore orvietano Ippolito Scalza.
