di Dan. Nar.
Un artista e un nome umbro riscoperto da poco ma di impatto sempre maggiore relativamente al panorama internazionale. Sabato 17 novembre alle ore 16:30 nel salone d’onore della Pinacoteca comunale di Città di Castello verrà presentato in anteprima nazionale il film documentario Nuvolo ‘Nuntius Celatus’, dall’epiteto coniato per Nuvolo dal poeta Emilio Villa. Un lavoro nato sulla scia dell’importante retrospettiva newyorkese ‘Nuvolo and Post-War Materiality 1950-1965’, e in concomitanza con il decimo anniversario della scomparsa di Giorgio Ascani “Nuvolo” (Città di Castello, 1926-2008).
Film-documentario Inteso come riflessione sull’opera di Nuvolo alla metà degli anni Sessanta, e quindi in sintonia con la rivisitazione storica della mostra americana, il film è prodotto dall’ Associazione Archivio Nuvolo di Città di Castello in collaborazione con 3D Produzioni Milano per il canale tematico Sky Arte HD e andrà in onda giovedì 29 novembre, in prima serata. Soggetto e regia sono del tifernate Giuseppe Sterparelli, autore di varie iniziative culturali tra Italia ed estero, la direzione di fotografia di Lisa Rinzler, già premio Emmy Award, Sundance Festival e Independent Spirit Award. Con la partecipazione straordinaria di Roberto Latini, premio Ubu come miglior attore teatrale italiano 2015 e 2017.
Programma In occasione dell’anteprima verrà presentato anche il nuovo allestimento della collezione del pittore, nella sezione contemporanea della Pinacoteca e curato dall’Associazione Archivio Nuvolo con la consulenza scientifica del prof. Bruno Corà. L’evento inizierà alle 17 con i saluti istituzionali e l’introduzione del vice presidente dell’Associazione Archivio Nuvolo, prof. Paolo Ascani. A seguire la prolusione di Bruno Corà e poi la proiezione del film documentario (20’) alla presenza di regista e protagonisti del film. Intorno alle ore 18.30 è prevista anche la visita guidata al nuovo allestimento della sala permanente “Nuvolo”.
Sinossi Illuminati dall’occhio di bue, al centro della piccola sala teatrale, si vedono una macchina da cucire degli anni ‘50 e un telaio serigrafico, ancora sporco di colore. Non si tratta di una messa in scena, perché il palco che li ospita non è che il vecchio studio di “Nuvolo”, al secolo Giorgio Ascani (Città di Castello, 1926/2008), sito in Via Lungotevere Artigiani, a Roma, dove oggi sorge la sala di una compagnia teatrale. In quello spazio, vicino a Ponte Testaccio, quello da cui si gettò l’Accattone di Pasolini, e il mercato domenicale di Porta Portese, “Nuvolo” (così soprannominato per l’imprevedibilità con cui appariva e scompariva dalle coline quando era giovane partigiano) aveva operato in silenzio, al di fuori dei clamori mondani dell’arte, ma raggiungendo risultati inediti per la pittura del secondo Novecento; a partire dalla trasformazione della serigrafia in mezzo pittorico, circa dieci anni prima di quanto fece Andy Warhol e in sostanziale differenza rispetto al “materico” dell’amico Burri, presso il cui studio era stato chiamato come collaboratore dal 1950. Dalle esterne newyorchesi, colte nella simmetria degli edifici e nella luminosità di differenti agenti atmosferici, il film si sposta a quelle più pacate di Città di Castello, nella commistione rinascimentale tra impianto urbano e naturalistico, fino a Perugia, sede dell’Accademia delle Belle Arti, diretta da Nuvolo fino al 1984. Il collegamento con New York ritorna anche nei trascorsi dell’artista, individuato da Peggy Guggenheim già negli anni cinquanta come nome importante per la sua storica collezione.
