Alice Rorhwacher Cinema Postmodernissimo La Chimera

di G.O.

Il cinema sembra essere tornato a vivere grazie anche al lavoro di alcune registe italiane, come dimostra il successo al botteghino di C’è ancora domani di Paola Cortellesi. Lunedì 27 novembre il cinema Postmodernissimo di Perugia accoglie in sala la regista Alice Rohrwacher ed è tutto sold out per la presentazione de La Chimera. Al centro della pellicola la storia di un ‘tombarolo’, figura che Rohrwacher inizia a conoscere già da bambina negli anni ’80 a Castel Giorgio.

Rapporto con il Postmod Non è certo la prima volta di Alice Rohrwacher al Postmodernissimo, che nel 2018 aveva presentato in sala Lazzaro felice. Già nel 2014 la regista, poco prima della riapertura del cinema ospite, presenta allo Zenith Le meraviglie e «alloggia in un bnb qui davanti – racconta Giacomo Caldarelli, gestore – e le dico che probabilmente qui aprirà un cinema e che tornerà a presentare il prossimo film, ci ha portato fortuna e dopo 9 anni è tornata ancora».

Infanzia in Umbria La pellicola presentata lunedì vive nella Tuscia degli anni ’80, dove un gruppo di ‘tombaroli’ si guadagna da vivere trafugando reperti etruschi. «L’incontro con i tombaroli è nato fin da piccola per la zona in cui sono cresciuta – spiega Rohrwacher – erano gli uomini del mio paese e di quelli accanto ad aprire le tombe», la regista è infatti cresciuta a Castel Giorgio, al confine tra Umbria e Lazio, dove fanno si trovano decine di tombe antiche e la Necropoli del Lauscello. «Io ero molto spaventata da questa presenza, mi sembrava pericolosissimo quello che facevano. Mi chiedevo cosa fosse successo nell’animo umano per vedere in quegli oggetti sacri della merce: è arrivato il materialismo e loro erano figli di un’epoca. Anche oggi si può essere tombaroli trattando come merce qualcosa che è sacro: la natura, il corpo, l’altro», dichiara la regista.

Progetti futuri Tanti poi gli aneddoti raccontati al pubblico del Postmodernissimo sulla realizzazione del film, a partire dalla scelta del cast. Josh O’Connor, protagonista della pellicola nel ruolo di Arthur e attore celebre per aver interpretato Carlo in The Crown, «mi scrisse delle lettere per chiedermi di lavorare insieme che non arrivarono mai, eccetto l’ultima che arrivò a casa dei miei genitori, da lì ci siamo conosciuti e ho riscritto il film abbassando tutte le età per renderlo protagonista». Tanti poi gli attori presenti in La Chimera che hanno già preso parte ad altre pellicole della regista, «quando si fa un film è come partire per un viaggio e hai voglia di partire con persone a cui vuoi bene», spiega lei. Infatti dichiara anche di star «lavorando alle fiabe italiane» e di averle già «assegnate già una a ogni attore con cui ho lavorato».

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