Appuntamento nell’appuntamento: torna al Corciano Festival il Farneto Teatro. E lo fa proponendo un ritorno in grande stile al teatro di piazza, rinnovando con sguardo contemporaneo le suggestioni che hanno costituito la linea dorsale della lunga e affascinante collaborazione con Corciano. Il drammaturgo e regista Maurizio Schmidt presenta un progetto ideato in occasione del cinquecentesimo anniversario della Pala del Gonfalone di Corciano: Feste teatrali per Pietro Perugino. Due gli spettacoli che andranno in scena Mistero Buffo di Dario Fo (5-6-7 agosto) e La Mandragola di Niccolò Machiavelli (10-11-12 agosto), due spettacoli popolari per attori, quattro musici e proiezioni di dipinti del Perugino in piazza Coragino e lungo l’acropoli di Corciano.
Le due produzioni propongono uno sguardo giocoso e carico di affetto verso il teatro dei tempi del Perugino. Uno sguardo in libertà, da due punti di vista divergenti, senza pretese erudite, che possa restituire con i mezzi del teatro quell’incontro tra alto e basso, ascesi e carnalità, medioevo e rinascimento così intrinseco all’arte e alla biografia del grande pittore perugino. Un uomo capace di indicibile emozione religiosa pur avendo la ben nota fama di miscredente; e un pittore capace di sospendere nell’ascesi mistica corpi che per la verità sono assai terrestri.
Mistero Buffo Una giullarata itinerante per attori, musicisti e proiezioni di dipinti del Perugino e certamente tra le opere che hanno maggiormente portato il proprio autore al Premio Nobel, il Mistero Buffo ha costituito uno dei più importanti progetti drammaturgici del 900: una imponente operazione di ricerca e libera riscrittura della teatralità dei giullari e dei buffoni medioevali. Tra le sorgenti principali di questo capolavoro vi sono i laudari umbri dell’alto medioevo. Tra le molte giullarate che lo compongono, una parte consistente è quella che si riferisce alla vita di Cristo, ispirata ai vangeli apocrifi. Ovviamente il buffo si riferisce all’atteggiamento ironico e grottesco dei giullari, che nei misteri non si dedicavano certo a sbeffeggiare la religione, Dio e i Santi, ma al contrario, partendo da un atteggiamento di affetto nei loro confronti, «si occupavano di smascherare in chiave comica le manovre furbesche di coloro che, approfittando della religione e del sacro, si facevano gli affari propri» (D.Fo). Sono queste le giullarate che verranno presentate, quelle che riguardano episodi evangelici e quei soggetti che hanno frequentemente ispirato anche mastro Pietro Vannucci.
Farneto Teatro, il rinnovamento di un percorso Dopo anni di recital e sostanziale abbandono del gioco scenico dell’attore nel Festival, Farneto Teatro propone un ritorno in grande stile al teatro di piazza rinnovando con sguardo contemporaneo le suggestioni che hanno costituito la linea dorsale della lunga e affascinante collaborazione con Corciano (Arlecchino alla Pieve, Sogno di una notte di mezza estate, Volpone, Dodicesima notte, Decameron, Divina Commedia, Arlecchino Militare, Cassandra-Medea-Antigone, Le Voci della Luna…). Il lavoro fatto finora, legato alla suggestione di un teatro popolare che avesse le sue radici nelle origini medioevali e più antiche del borgo, ha reso l’Agosto uno dei pochi festival di produzione del centro Italia. Shakespeare, Plauto, Dante, Boccaccio, i miti greco-romani, i canovacci dell’arte hanno riunito di volta in volta un gruppo sempre modificato e invidiabile di attori e musicisti (tra cui Elena Bucci, Galatea Ranzi, Maddalena Crippa, Elisabetta Vergani, Lucia Vasini, Marco Sgrosso, Paolo Rossi, Virginio Gazzolo, Bolo Rossini, Fausto Russo Alesi, Davide Riondino, Maurizio Schmidt, Ramberto Ciammarughi, Micrologus Ensemble, Cristiano Arcelli, Tetraktis e tanti altri) coinvolgendo frequentemente le comunità locali e sviluppando le tecniche che portano all’incontro scenico tra la maschera e la musica dal vivo.
Ora che Corciano ha un proprio teatro, è il momento di un forte rinnovamento, capace di coinvolgere e dare voce a nuove generazioni di giovani musicisti e attori locali e umbri. L’anniversario del Perugino, al di là della circostanza, può costituire un’occasione per un riavvicinamento al teatro ed una nuova spinta progettuale per il Festival.
