La collaborazione tra Emergency Umbria e il liceo artistico Bernardino di Betto prosegue con la presentazione della mostra fotografica Afghanistan dentro la guerra, che attraverso scatti d’autore racconta aspetti inediti, quotidiani e atroci del conflitto in corso, presentando il volto più profondo di questo straziato Paese. L’esposizione alla Domus Pauperum proseguirà fino al 14 maggio.
L’esperienza La mostra rappresenta, per gli studenti dell’istituto, un’occasione per guidare il pubblico all’interno del racconto allestito attraverso le fotografie e un modo nuovo per portare avanti il loro percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto). Sotto la guida della professoressa Stefania Sisani, le classi IV A, IV B, IV E e V A hanno inaugurato la mostra il 30 aprile, con la partecipazione della preside Rossella Magherini presso la Domus Pauperum di Corso Garibaldi in Perugia.
Il racconto Gli scatti esposti provengono dalla lente di maestri di grande calibro quali Metodo, Grimaldi, Marucci, Piscitelli, Willcocks, Salvinelli, e propongono allo spettatore una visione inedita ma quotidiana del conflitto in corso in Afghanistan, portando alla luce la storia del suo popolo e delle tante vittime, di cui moltissimi civili, tra bambini, donne, anziani, segnati indelebilmente da questo ventennale conflitto. La Domus ospita il viaggio virtuale che lo spettatore si trova a percorrere attraverso delle istantanee che vanno dal Centro chirurgico per vittime di guerra di Kabul al Centro di Lashkar-gah, fino a Anabah, nella valle del Panshir, dove Emergency ha un ospedale chirurgico e pediatrico e un Centro di maternità fino a raggiungere alcuni dei quarantaquattro posti di primo soccorso distribuiti nel Paese. L’allestimento vede testi sulle attività di Emergency affiancati a focus dei dati relativi alle vittime dell’ultimo ventennio oltre a un’ultima lettera del medico Gino Strada, che riporta alla memoria la sua missione, durata per tutta la sua vita sempre nella provata convinzione che «non esistono scommesse impossibili».
Ulteriori dettagli All’uscita dalla mostra i visitatori possono prendere un biglietto arrotolato, legato con lo straccio di pace, un modo semplice ma efficace per esprimere il ripudio alla guerra. Sul biglietto è riportata una rivisitazione della locuzione latina dello scrittore romano Publio Vegezio Renato: «Si vis pacem, para pacem». La mostra rimarrà aperta sino al 14 maggio, dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 18 e il sabato fino alle 19.
