Un docu-film dedicato a Vittorio Sgarbi. Si chiama “Sgarbistan” e verrà proiettato venerdì 24 luglio alle 21 nell’ambito della mostra “Spoleto Arte” a cura dello stesso Sgarbi, in corso fino al 27 agosto a Spoleto, presso l’antico Palazzo Leti Sansi, situato tra via Arco di Druso e Piazza del Mercato.
I 37 giorni di Sgarbi La regista milanese che ha realizzato questo particolare documentario, Maria Elisabetta Marelli, ha trovato la giusta distanza per riuscire a descrivere, senza usare filtri, 37 giorni, suddivisi nell’arco di 3 mesi, della vita di Sgarbi, creando un documentario, che racconta anche Vittorio, cioè l’uomo che c’è dietro il personaggio. In questo lasso di tempo il professore ha visitato 42 mostre e 35 chiese, ha rilasciato 73 interviste, è intervenuto in 27 conferenze, ha visionato il materiale di 25 artisti, ha pernottato in 31 alberghi e ha dormito a casa soltanto per 2 notti. Testi, prefazioni, introduzioni, articoli e libri scritti in tale periodo non si contano.
Da Parigi a Salemi La Marelli, film maker dallo sguardo guerriero e dalla voce fatata, ha tenuto una camera a mano giorno e notte, da Parigi a Salemi, dalle Marche a Genova, dalla camera da letto ai ristoranti, dal bagno degli hotel alla sua casa-museo di Ro Ferrarese, raccogliendo 190 ore complessive di girato inedito, che nel montaggio sono state rielaborate a 75 minuti di film effettivo. In riferimento alla scelta del titolo, spiega: «Sgarbistan significa simbolicamente un ultra-regno senza confini fisici, ma solo intellettuali, di cui Sgarbi è monarca assoluto e la cui capitale geografica è la città nella quale in quel momento lui si trova».
Critica Definito «geniale e vertiginoso» da Il Giornale, considerato «una piccola, forse involontaria, “grande bellezza”» da La Repubblica e come «ritratto rivelatore» di Vittorio Sgarbi dal Corriere della Sera, “Sgarbistan” fa luce sulla vita privata oltre che professionale del critico d’arte, evidenziando anche il lato umano e meno conosciuto del più tenace difensore delle bellezze d’Italia, animato da un forte senso di giustizia, tra amore per l’arte e sdegno verso ogni forma di ignoranza.
