Eugenio Barba e Julia Varley dell’Odin Teatret, due figure centrali e fondamentali del teatro contemporaneo e della ricerca artistica, saranno ospiti del ‘Verdecoprente Umbria Fest 2025’ curato dall’associazione Ippocampo, con la direzione artistica di Rossella Viti e Roberto Giannini. Per la prima volta nell’Amerino, i due artisti saranno in scena in una giornata speciale venerdì 19 dicembre al teatro comunale ‘Spazio Fabbrica’ di Lugnano in Teverina con Abitare il mondo coltivando teatro, un evento che attraverso tre momenti, un incontro, un’installazione-narrante e uno spettacolo, porterà il pubblico nel mondo e nel teatro dell’Odin Teatret.

Abitare il mondo coltivando il teatro «Quale viaggio può condurci in un paesaggio condiviso, in cui ci si ritrova, ci si rispecchia e dove, prima di tutto, viaggiamo incontrando noi stessi?». Questa la domanda su cui si rifletterà, a partire dalle 18, durante l’incontro con Eugenio Barba e Julia Varley. Un appuntamento non pensato per esperti o studenti di teatro, ma per accogliere i partecipanti nel loro viaggio, tra racconti e visioni, utopie realizzate e sogni aperti, tra passato e presente, tradizione e contemporaneità. Un dialogo tra abitanti e coltivatori di culture, di arte e poesia, tra viaggiatori sempre in cammino. E anche qui, come nei viaggi, ci si scambieranno doni. Intorno alle 20 nella sala a piano terra si entra nella Væksthus – La Serra dell’Odin Teatret, installazione narrante e interattiva realizzata da Rossella Viti e Roberto Giannini nel 2014. È una parte del viaggio, e anche l’occasione per lasciare una traccia sensibile del proprio passaggio. Væksthus, in danese ‘serra, vivaio’, è il nome dato dagli attori dell’Odin Teatret ad uno spazio di lavoro mattutino durante la preparazione dello spettacolo La vita cronica. Il tempo di un breve ristoro organizzato, e alle 21.30 si torna in teatro per L’Eco del silenzio, uno spettacolo in cui Julia Varley mette a fuoco peripezie e stratagemmi di un’attrice nell’incontro con la propria voce e nel percorso di interpretazione di un testo. Per Varley: «La voce degli attori e il testo che ascoltano gli spettatori compongono la musica di uno spettacolo. Nel teatro, dove apparentemente si è liberi dai codici che conosciamo in musica, l’attrice ha bisogno di creare un labirinto di regole, riferimenti e resistenze da seguire o rifiutare per arrivare all’espressione personale e riconoscere la propria voce».

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