di Paola Rondini
Chiedo più volte a Laura Tofani e Francesco Fantini il perché di questa mostra, e loro mi rispondono dopo essersi guardati intorno: «Per questo posto». Lo ammettono.
L’incontro Ci incontriamo una domenica pomeriggio d’agosto. La città è diluita nella calura, ombre in ciabatte entrano ed escono dai portoni, bar all’aperto propongono angoli protetti e ghiaccio. In via della Rotonda c’è odore di pomodoro, di bucato e di gatto. Nulla di diverso rispetto a qualsiasi altro vicoletto del quartiere del Prato, in pieno centro. Francesco gira la chiave di una porta di metallo, piccola, anonima. Potrebbe aprirsi nel garage di un bricoleur o in una rimessa per la legna. E invece no. Risucchiati dalla temperatura fresca delle pietre e dall’odore umido del tempo, varchiamo la soglia.
Il luogo Gli occhi si adattano lentamente alla penombra e quando la poca luce naturale colpisce le pareti, ci ritroviamo in uno spazio circolare pietroso e vuoto, un’enorme macina coperta da una cupola perfetta. Un tempio, una piazza, una base segreta. Di colpo siamo longobardi di passaggio, maestri di esoterismo, cultori pagani, rifugiati monoteisti, viaggiatori dimensionali. «Non possiamo dimenticarci di un luogo come questo» sussurrano le mie due guide, mentre ci aggiriamo dentro questa architettura aliena, memoria di un tempo elastico e periodico. I due artisti, uniti da amicizia e visioni, sperano che il percorso della loro mostra conduca il visitatore a incunearsi per qualche minuto dentro l’assenza arcaica di questo stargate di vicolo, quasi come se ogni loro opera non sia altro che un pretesto per osservare oltre. Le pietre, il vuoto indecifrabile, la luce. E passare magicamente dall’altra parte.
Le info utili L’esposizione avrà inizio sabato 23 agosto alle ore 18:00 nei locali della ‘Rotonda Medievale’, in via della Rotonda 12, rione Prato di Città di Castello e rimarrà aperta tutti i giorni dalle 20:30 alle 23:30 fino al 7 Settembre.
