Parte del cast di «Goodnight Sofia»

di Chiara Fabrizi

Un’Ansa annuncia la fine delle riprese di «Goodnight Sofia». Leggo il titolo del lancio, do un’occhiata alla foto e poi prendo a scorrere il testo. Un paio di righe non di più e gli occhi tornano veloci su quella foto, schizzano su quell’immagine. Due volti a me noti: Leonardo Moro e Lorenzo Robusti, compagni di infanzia, ragazzi umbri, spoletini per la verità. Il primo regista esordiente, il secondo co-sceneggiatore e direttore della fotografia. Li chiamo immediatamente: «Ma che avete combinato?». E loro candidamente rispondono: «Abbiamo girato un film in Bulgaria, Goodnight Sofia».

Due protagoniste: Lucia e Sofia Per la loro opera prima, Moro e Robusti hanno scelto di seguire da vicino due donne: Lucia e Sofia, una ragazza e una città. Un doppio ritratto che da un lato dipinge l’ultima notte di una giovane alla ricerca di un posto da cui ripartire, riprendere in mano la propria vita, ricominciare; dall’altro Sofia, la malinconica e seducente capitale bulgara, una città poetica ricca di contraddizioni e inspiegabilmente snobbata dal grande cinema. E sono le strade della capitale, i suoni e le luci della notte ad accompagnare l’appassionato monologo interiore di Lucia.

Girato in meno di 20 giorni Per la sfida di «Goodnight Sofia» Moro e Robusti hanno preferito le riprese in ambienti reali, godendo degli spaccati e degli scorci offerti del tutto naturalmente dalla città. «Un percorso di totale indipendenza», dicono loro, che li ha spinti a stare alla larga dagli studi della Boyana film company. In venti giorni hanno girato in 80 ambienti complessivi, tra interni ed esterni, e non si sono fermati solo a Sofia. Le due settimane nella capitale li hanno entusiasmato ma serviva dell’altro. E allora via a girare per 48 ore a Plovdiv, città della Tracia occidentale ricca, ricchissima di storia. E poi quattro giorni a Sozopol, il più antico centro bulgaro affacciato sul mar Nero. Una troupe minima e venti giornate di riprese. Poi di corsa in Italia, a lavorare al montaggio per poter consegnare alla BBM film, la casa indipendente che ha prodotto «Goodnight Sofia» , il lungometraggio la cui uscita nelle sale è prevista per il 2012.

«Cercavamo un luogo di confine» «Abbiamo scelto di girare in Bulgaria, perché cercavamo un luogo di confine – spiega il regista Leonardo Moro – un luogo poco raccontato dal cinema e lo abbiamo fatto in poco tempo perché avevamo un budget limitato. Mi interessava fare – prosegue – un film che si avvicinasse più alla poesia, che al cinema. Nella poesia non tutto è comprensibile alla prima lettura, non tutto è spiegato. Restano delle sfumature, delle domande. Credo che il compito del cinema sia quello di cercare nuove strade»

Il cast Nel cast oltre all’esordiente Lucia Telori, c’è anche l’attrice bulgara Nikolina Yancheva presente a Cannes nel 2009 con il film «Eastern Plays»(primo film bulgaro ad essere incluso nella selezione ufficiale dal 1990) diretto da Kamen Kalev. A Moro quell’attrice piace e molto, a suo dire la Yancheva rispecchia in pieno il profilo e le caratteristiche del personaggio. La chiama, le propone il ruolo e l’attrice bulgara risponde entusiasta, sì, vuole partecipare il progetto.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

One reply on “«Goodnight Sofia», da Spoleto alla Bulgaria il film di confine di Leonardo Moro e Lorenzo Robusti”

Comments are closed.