di Enzo Beretta
Una presunta truffa legata agli affitti turistici online è al centro di un procedimento della Procura della Repubblica di Perugia che ha indagato un perugino di 43 anni. L’uomo – si apprende dagli atti del pm – avrebbe pubblicato un annuncio su Airbnb relativo all’affitto di una villa situata al Monte Argentario, inducendo in errore la persona offesa, interessata a trascorrere alcuni giorni di vacanza insieme alla propria famiglia nell’estate 2024. Dopo un primo contatto la vittima sarebbe stata indirizzata a completare la prenotazione attraverso un link apparentemente riconducibile a Booking ma in realtà creato ad hoc per simulare una procedura regolare. Convinta della legittimità dell’operazione la persona offesa ha quindi effettuato un bonifico di 1.005 euro come saldo per il soggiorno, senza però ricevere alcuna reale conferma valida. La somma, secondo quanto ricostruito, sarebbe stata accreditata su un conto riconducibile all’indagato, configurando così un ingiusto profitto a fronte del danno subìto dalla vittima.
In aula La truffa si è concretizzata nel momento in cui la famiglia, giunta sul posto il 20 agosto 2024, ha scoperto che la villa indicata nell’annuncio non risultava disponibile né affittata, rendendo vano il viaggio verso il Monte Argentario. Il meccanismo fraudolento – nell’ottica accusatoria – si sarebbe basato sull’utilizzo combinato di piattaforme note come Airbnb e Booking per accrescere l’affidabilità percepita dell’offerta, sfruttando anche la distanza geografica tra le parti coinvolte e la necessità di versare anticipatamente il pagamento. Un elemento che avrebbe favorito l’azione dell’indagato, consentendogli di sottrarsi più facilmente alle conseguenze immediate della propria condotta. La posizione dell’uomo è ora al vaglio del giudice Lidia Brutti dinanzi al quale questa mattina si è celebrata l’udienza predibattimentale. L’indagato è difeso dall’avvocato Saschia Soli.
