di Ivano Porfiri e Francesca Marruco

Si sono cercati con lo sguardo e, a distanza, bisbigliati «Tutto ok?», «Ok» con lo sguardo triste e qualche sospiro, Amanda Knox e Raffaele Sollecito poco prima che iniziasse la prima udienza del processo di appello che li vede imputati dell’omicidio di Meredith Kercher. L’udienza è durata pochi minuti, a causa dell’assenza dell’avvocato Giulia Bongiorno, con rinvio all’11 dicembre.

I due si cercano E’ entrata prima Amanda nell’aula degli Affreschi del tribunale di Perugia, capelli a caschetto e indosso un maglioncino leggero celeste con il cappuccio. Ha salutato i suoi legali e si è seduta. Poco dopo è stata la volta di Raffaele, dolcevita avana e giubbino rosso, atteso in aula dal padre Francesco, a cui ha mandato un bacio con la mano. I due ex fidanzatini si sono cercati con lo sguardo, scambiandosi qualche fuggevole parola a distanza, separati com’erano dai legali e dagli agenti della polizia penitenziaria.

Decine di giornalisti Al momento dell’ingresso della corte presieduta da Claudio Pratillo Hellmann, l’aula era affollata da decine di giornalisti, fotografi e operatori video, che sono stati fatti allontanare. La corte, su richiesta del procuratore generale Giancarlo Costagliola e d’accordo con le difese e le parti civili, ha vietato per le prossime udienze le riprese video nel corso del processo: fotografi e cameraman dovranno uscire prima dell’ingresso della corte.

Le prossime date Il rinvio è arrivato prima dell’inizio della discussione sulle questioni preliminari, accogliendo così la richiesta dell’avvocato Giulia Bongiorno, assente per motivi di salute legata alla sua gravidanza. Per le prossime udienze il presidente Hellmann ha raccomandato la presenza all’avvocato, compatibilmente al suo stato di salute, dicendo che comunque, dato che Sollecito ha un collegio difensivo, si procederà comunque con il processo. Le prossime udienze sono state fissate per l’11, il 18 e quindi si salterà al 15 gennaio.

Le difese: i ragazzi sono provati ma fiduciosi Sono entrambi provati dai tre anni di carcere Amanda Knox e Raffaele Sollecito, ma nutrono anche fiducia in questa Corte che li giudicherà nuovamente. Lo hanno detto gli avvocati degli ex fidanzatini all’uscita dal tribunale di Perugia, dopo la prima udienza del loro processo d’appello, durata neanche venti minuti. «Raffaele fisicamente sta bene – ha detto l’avvocato Luca Maori – naturalmente, come ben sapete, è da oltre tre anni in carcere, aspetta che venga fatta giustizia, la vera giustizia, quella che noi chiediamo a gran voce da anni perché lui è  totalmente estraneo ai fatti». «Il 18 – prosegue Maori – la corte deciderà in relazione alle questioni preliminari. Ci sono numerose richieste per la riapertura del dibattimento e siamo convinti che la corte ci ascolterà e deciderà di conseguenza. Amanda e Raffele? Si sono salutati e basta, è stato un saluto tra persone che si trovano in questa vicenda molto brutta. Il colpevole? Sicuramente è Guede, poi se ci siano anche altri soggetti, al di fuori di Amanda e Raffaele, è da vedere». L’avvocato Maria Del Grosso, che insieme a Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova difende Amanda Knox, ha riferito che la giovane di Seattle è molto preoccupata per questo nuovo procedimento. «Io  – ha aggiunto l’avvocato Del Grosso – ho cercato di farle coraggio, le ho detto di essere forte».

Presenti le amiche americane di Amanda «Amanda deve combattere ancora una volta con tutte le sue forze, perché è innocente». Lo ha detto Madison Paxton, l’amica americana di Amanda a Perugia per uno stage e questa mattina in aula. «Lei è sicuramente innocente – ha aggiunto Madison – perché è la persona migliore che conosco, e perché non ci sono prove a sufficienza per condannarla». Amanda è preoccupata e visibilmente dimagrita, «le ho detto di essere forte ancora una volta» ha aggiunto Madison.  In aula stamattina c’era anche un’altra amica di Amanda, Brett Lither, che venerdì insieme a Madison andrà a fare visita alla Knox in carcere per festeggiare con lei il giorno del ringraziamento.

Il padre di Mez scrive al sindaco Boccali Meredith Kercher «amava Perugia» e si era fatta «tantissimi amici». Lo scrive il padre di Mez nella lettera che l’avvocato Francesco Maresca ha consegnato stamattina al sindaco di Perugia Wladimiro Boccali che, insieme all’Università per stranieri, ha istituito una borsa di studio in ricordo di Meredith. «Le scrivo a nome di tutta la nostra famiglia – scrive il giornalista free lance John Kercher – per dirle che siamo rimasti molto commossi quando abbiamo sentito della borsa di studio che la città di Perugia e l’Università per stranieri stanno introducendo a nome di Meredith. Le dico di cuore le apprezziamo molto questa vostra decisione. Meredith amava Perugia e si era fatta tantissimi amici lì. Adesso che ci siamo stati anche noi alcune volte, posso capire perché. Anche noi abbiamo fatto l’esperienza del calore e della gentilezza della gente di Perugia di cui ci parlava tanto nostra figlia. Le posso dire che Meredith si sentirebbe orgogliosa e felice di ciò che sta facendo a nome suo. Io spero che un giorno – si legge in chiusura – potremo tornare a Perugia in circostanze più piacevoli».

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