Il carcere di Terni

di Massimo Colonna

«Mi sono solo difeso. Sono stato attaccato e mi sono difeso». Così Majec Mjeshtri, il ventunenne albanese arrestato martedì mattina per l’aggressione risultata poi fatale a Oltjan Nela, ha risposto dal gip che venerdì mattina lo ha interrogato in carcere nell’udienza di convalida degli arresti effettuati dalla squadra mobile e dalla squadra volante dopo la rissa in via Piemonte. Al termine dell’udienza il gip ha convalidato l’arresto del giovane e la custodia in carcere con una doppia accusa: quella di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e quella di rissa aggravata, mentre ha adottato altri provvedimenti per gli altri tre ragazzi ternani arrestati, anche loro ora accusati di rissa aggravata.

Questore Belfiore: video

L’interrogatorio Ci sono volute quasi quattro ore per espletare tutti gli interrogatori in carcere venerdì mattina per i quattro arrestati. Il principale accusato, Majec Mjeshtri, reo confesso, ha risposto alle domande del gip alla presenza anche del suo avvocato difensore Massimo Proietti. Il giovane ha mantenuto la linea della legittima difesa, sostenendo di aver tirato fuori il coltello «dopo essersi sentito minacciato».

Le misure Al termine dell’interrogatorio sono stati ascoltati anche gli altri tre arrestati i quali hanno tutti risposto alle domande del giudice e per i quali la procura ha riformulato le ipotesi di reato che inizialmente erano di favoreggiamento e concorso in tentato omicidio (poi diventato omicidio dopo la morte del 21enne) trasformandole in rissa aggravata per tutti.  Il gip alla fine ha disposto la convalida dell’arresto con la custodia in carcere per il principale accusato. Per uno degli altri tre ragazzi ternani c’è invece l’obbligo di firma e l’obbligo di permanenza in casa dalle 9.30 della sera alle 6 del mattino. Scarcerati invece gli altri due ternani arrestati, anche in virtù del decreto legge ‘Svuota carceri’ che non impone la custodia in carcere per i reati considerati più leggeri.

Le reazioni L’avvocato Massimo Proietti, difensore del ragazzo accusato di omicidio e del giovane con l’obbligo di firma, commenta così la presa di posizione del gip: «Siamo soddisfatti per la decisione sul giovane che esce dal carcere, anche perché ci aspettavano la misura degli arresti domiciliari. Per quanto riguarda il principale accusato, posso già dire che presenterò ricorso al tribunale del Riesame».

Sindaco Di Girolamo Sull’omicidio del giovane è intervenuto anche il sindaco di Terni: «La morte di Oltajan Nela è una vicenda tristissima, che interessa tutta la comunità ternana, perché c’è di mezzo la vita venuta a mancare di un ragazzo di appena 20 anni, un ragazzo che viveva da tempo nella nostra città. Quanto accaduto sarà accertato dalla magistratura, ma il dato di fondo è quello della perdita della vita di un ragazzo, nell’ambito di una vicenda particolarmente violenta e brutale,  in una situazione che vede la partecipazione, anche se con ruoli e responsabilità diverse, di una pluralità di persone, purtroppo anche queste giovani, anche queste ora lontane dalle priorità di una vita che a quell’età dovrebbe solo costruire e progettare il proprio futuro. Occorre sottolineare che, anche in questo caso, c’è stata una risposta pronta e chiara da parte delle forze dell’ordine che hanno ricostruito quanto accaduto e individuato coloro che saranno chiamati a rispondere di questa vicenda. Ringrazio la questura di Terni e il suo responsabile per la professionalità, la dedizione, la competenza messa in campo. In questa città non può assolutamente passare il messaggio che chi delinque non sia chiamato a rispondere del suo operato: il rispetto delle regole, ad iniziare chiaramente dal rispetto della vita umana, sono valori imprescindibili per Terni. La nostra storia, anche recentissima, dimostra che c’è un tessuto sociale e civile di spessore, un apparato di sicurezza di grande efficienza, che sanno reagire con prontezza».

Forza Italia giovani contro chiusura locale Giovedì il questore Carmine Belfiore ha disposto la chiusura del locale in cui è iniziata la lite poi in strada trasformatasi in omicidio: «Quanto accaduto lunedì notte inoltre ha portato nuovamente a galla il grave problema della sicurezza che non è stato sicuramente affrontato adeguatamente dall’attuale amministrazione.È anche vero che non è possibile avere sempre sotto controllo ogni singolo metro quadrato della città e quindi nemmeno imputare tutta la colpa al governo cittadino, ma a maggior ragione con quale criterio punire un locale solo perché frequentato prima della tragedia sia dai carnefici che dalla vittima? La situazione, paragonabile alla chiusura della Cocoricò, torna oggi a ripetersi e pare ancora più assurda visto che il tutto si è svolto fuori dalla discoteca: perché chiudere per un mese un locale tranquillo e senza precedenti inquietanti, frequentato anche dai giovanissimi (soprattutto a Natale e Capodanno) gravando così pesantemente sulla situazione economica dei proprietari e dei suoi dipendenti? E chi risarcirà i gestori e tutti i dipendenti dei i gravi danni economici che tale decisione catapulterà su di loro senza che questi abbiano la minima colpa? Crediamo sia il caso di avanzare delle proposte serie sul piano della sicurezza e non di nascondersi ancora, come i recenti fatti stanno lì a dimostrare, dietro a capri espiatori senza raggiungere soluzioni adeguate ed efficaci.

Twitter @tulhaidetto

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