Un frame della telecamera antecedente al momento dell'incidente

di Iv. Por.

Parte all’attacco del consulenti tecnici del pm, Giorgio Del Papa, imputato per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e violazione delle norme per la sicurezza sul lavoro nel processo per la tragedia del 25 novembre 2006 in cui a Campello sul Clitunno morirono quattro operai di una ditta esterna, la Manili.

L’esposto Nel corso del processo che si sta celebrando a Spoleto, Del Papa, già amministratore delegato della Umbria Olii spa e ora legale rappresentante dalla Gestoil srl in liquidazione, il 18 maggio ha presentato un esposto nei confronti dei consulenti tecnici del pm, Luca Marmo Luca, Loris Munaro, Norberto Piccinini e Gennaro Russo per falsa perizia o falsità ideologica in atto pubblico.

La ricostruzione dei consulenti I termini della questione riguardano la ricostruzione dei fatti di quel giorno maledetto da parte dei consulenti, contenute nella relazione depositata il 9/8/2007 (pag.6, sub.3) secondo cui, testualmente:

«…come si evince dai filmati in atti i tecnici della Manili cominciarono ad operare la mattina attorno alle ore sette nel corso della mattinata saldarono le staffe di sostegno sul serbatoio n. 94. Attorno alle ore dodici il saldatore iniziò a saldare una staffa sulla copertura del serbatoio n. 95. Non appena realizzato il primo centimetro di cordone di saldatura i gas contenuti all’interno del serbatoio deflagrarono. L’aumento di pressione ruppe la saldatura basale del serbatoio la cui parte cilindrica fu proiettata verso l’alto per una decina di metri prima di ricadere sull’adiacente serbatoio n. 101 e poi a terra…»

La ricostruzione di Del Papa Secondo invece la difesa di Del Papa, «alla luce di quanto contenuto nell’esposto, i filmati messi a disposizione durante il processo dal Giudice dimostrano “ictu oculi” e incontestabilmente che la dinamica dell’evento è stata completamente diversa». In particolare, secondo gli avvocati dell’imputato, «dai filmati delle telecamere C1 e C13, alle ore dodici, non si vede nessun saldatore che salda, né tantomento successivamente, né si vede realizzare il primo centimetro di cordone di saldatura. Il serbatoio n.95 si vede sollevarsi d’angolo obliquamente, i cavi della gru risultano in tensione, e solo successivamente dalla base del serbatoio n.95 si nota del fumo e successivo incendio. Non siamo in realtà attorno alle 12, ma bensì alle 12.56 come si evince dall’orologio dell’impianto di videosorveglianza. L’esposto entra nel dettaglio, prendendo in considerazione anche le fotografie dei serbatoi interessati dall’evento dalle quali risulta che il serbatoio n.95, a differenza dei serbatoi n.93 e n.94, non presenta alcuna bombatura, ma presenta il tetto del tutto integro con il passo d’uomo intatto».

Foto e filmati Nell’esposto presentato da Giorgio Del Papa, si evidenzia ancora che «non si tratta di una interpretazione da parte dei consulenti del pm, ma che i fatti, risultanti dai filmati e dalla documentazione fotografica, sono oggettivamente evidenti ed incontrovertibili». Quindi, stando all’esposto presentato, «i consulenti del pm avrebbero affermato una situazione diversa da quella che realmente emerge sia dai filmati che dalle fotografie». Nelle prossime udienze, la pubblica accusa alla luce dell’esposto farà le sue mosse.

La tragedia di Campello Sullo sfondo rimane la tragedia di quel 25 novembre del 2006, quando nell’esplosione alla Umbra Olii di Campello sul Clitunno morirono Maurizio Manili, Tullio Mottini, Vladimr Todhe e Giuseppe Coletti. I quattro operai di una ditta metalmeccanica stavano montando una passerella in cima ad un silos pieno d’olio quando una scintilla ha causato un’esplosione. Fra i morti il titolare della ditta (Manili), mentre un quinto lavoratore si è salvato perché in quel momento si trovava nel piazzale, lontano dai silos. La vicenda e le successive polemiche sono state descritte dal giornalista Fabrizio Ricci nel libro “Se la colpa è di chi muore”.

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