Il Progetto Umbria antiviolenza fa un importante passo avanti con la conclusione del percorso formativo (150 ore complessivamente) di 60 operatrici, tra avvocati, assistenti sociali, psicologhe, che faranno funzionare i due centri di Perugia e Terni la cui apertura è prevista per l’inizio del 2014.

Gli attestati Alla consegna degli attestati, nella Sala della Vaccara,sono intervenuti l’assessore alle pari opportunità del Comune di Perugia, Lorena Pesaresi, e quello ai servizi sociali del Comune di Terni, Stefano Buccali. Tra poco comincerà un secondo percorso di formazione, dedicato questa volta ai professionisti (forze dell’ordine, operatori sanitari, assistenti sociali), che già operano sul territorio e che dovranno interagire con i due centri al fine di far emergere, prevenire e combattere i fenomeni di violenza contro le donne, abusi sui minori, stalking.

Il protocollo Il lavoro di rete sarà garantito da un Protocollo unico regionale tra istituzioni, associazioni e forze dell’ ordine in cui sono definiti gli opportuni contenuti operativi. L’obiettivo è prestare alle vittime assistenza qualificata e il più alto grado di protezione nel percorso di uscita dalla violenza. «La formazione è essenziale per fornire alle operatrici dei centri tutte le conoscenze necessarie ad affrontare problemi molto spesso gravi, complessi e delicati. Nei corsi sono stati approfonditi gli aspetti storici, culturali, psicologici della violenza contro le donne e quelli più strettamente legati all’accoglienza e alle attività che vengono svolte in queste strutture».

«Lo spirito di fondo – si legge ancora – è creare e rafforzare in Umbria la rete dei servizi di prevenzione e contrasto alla violenza maschile contro le donne. I due centri saranno i luoghi specializzati in grado di accogliere le vittime ed eventualmente anche i loro figli minori in fuga da situazioni che possono essere drammatiche, e di offrire loro protezione e sostegno. Spesso le donne da sole non ce la fanno. L’obiettivo di un centro antiviolenza è garantire non solo risposte immediate di aiuto legale, sociale, sanitario, oppure un alloggio, secondo le necessità, ma soprattutto fare in modo che nella donna accolta si rafforzi la sua autodeterminazione a cessare di essere vittima». Il prossimo 25 novembre appuntamento alla Sala dei Notari con la ‘Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne a Perugia’.

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