Parla di parla di «situazione di emergenza» Il Corpo forestale dello Stato per ciò che riguarda gli incendi in Umbria. Sono già una quindicina da inzio anno, che hanno mandato in fumo 50 ettari.
Emergenza Dall’inizio di gennaio ad oggi si sono sviluppati in Umbria una quindicina di incendi che hanno mandato in fumo circa cinquanta ettari di superficie boscata, numeri del tutto anomali per questo periodo dell’anno, in cui si verificano raramente incendi boschivi significativi nella regione. A renderlo noto il Corpo Forestale dello Stato che parla di «situazione di emergenza» in atto in Umbria e «connessa direttamente alla grave e prolungata fase di siccità che perdura dall’anno passato, uno dei meno piovosi che si ricordi, e che in questi primi mesi del nuovo anno, ad eccezione delle nevicate di fine gennaio e primi di febbraio, ha visto precipitazioni quasi nulle nella maggior parte del territorio regionale».
Terreno secco «Chi ha avuto modo di percorrere i nostri boschi in questo periodo – si legge in una nota del Cfs dell’Umbria – avrà certamente notato una condizione di aridità del terreno e secchezza della vegetazione che è del tutto inusuale per questo periodo dell’anno. Questa condizione meteorologica si prevede possa perdurare per tutto il mese di marzo con l’anticiclone che manterrà il cielo sereno o poco nuvoloso e con temperature in aumento e venti moderati o forti. Secondo alcune agenzie di previsione meteo si dovrà attendere il mese di aprile per sbloccare l’attuale situazione, ma anche quest’ultimo potrebbe essere avaro di precipitazioni».
Quattro denunciati Dei quindici incendi boschivi sviluppatisi finora dall’inizio dell’anno in Umbria, il Corpo Forestale dello Stato, a seguito delle indagini che svolge sulle cause di origine, ha accertato che la gran parte degli stessi sono da attribuire a persone in procinto di effettuare lavori agricoli e di potatura. Al momento sono già quattro le persone che sono state individuate e denunciate all’autorità giudiziaria per incendio boschivo (oltre alle sanzioni penali cui vanno incontro queste persone saranno chiamate a rispondere al risarcimento del danno che l’incendio ha determinato, sia riguardo al valore del bosco e quant’altro bruciato che alle spese che sono state sostenute dalle squadre antincendio intervenute per lo spegnimento).
Non accendere roghi Il Corpo Forestale esorta pertanto «tutti coloro che intendano mettere in atto pratiche di abbruciamento dei residui vegetali ad evitare di incorrere in possibili e spiacevoli situazioni di grave rischio, quantomeno fino al sopraggiungere delle piogge e provvedendo ad effettuare procedure diverse dall’abbruciamento per l’eliminazione dei residui vegetali, quali la trinciatura con successiva pacciamatura del terreno o il conferimento al servizio pubblico di raccolta dei rifiuti presso le aree appositamente predisposte».

